Il decreto del lavoro scippa 8,6 milioni al fondo per il lavoro degli insegnanti. Il ministro si dimetterà?

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Il decreto del lavoro toglie 8,6 milioni al fondo per il lavoro degli insegnanti. A leggere il decreto in entrata al consiglio dei ministri, non è chiaro quale nuovo intervento andranno a fi nanziare: i percorsi di formazione e istruzione tecnica oppure nuove assunzioni presso il ministero dell’istruzione. L’unica cosa certa è che i sindacati sono subito scesi in campo per dire che le retribuzioni dei docenti non si toccano e che se la norma non sarà stralciata la pax con il ministro dell’istruzione, Maria Chiara Carrozza, può già dirsi finita. L’articolo incriminato prevede al primo comma che il Fondo per l’istruzione e la formazione professionale tecnica superiore è incrementato per il 2014 di 5 milioni di euro. Per garantire la maggiore flessibilità dei percorsi, e per renderli più corrispondenti anche alle richieste del mondo del lavoro e del territorio, si possono modificare i programmi entro il 25% dell’orario obbligatorio. L’articolo si occupa anche dell’assunzione di nuovi ispettori necessari alle funzioni di monitoraggio e valutazione: copertura necessaria pari a 2,4 milioni di euro per il 2013 e 8,6 milioni di euro dal 2014. Al comma 5 si stabilisce che per la copertura dell’intervento «del comma 1 si provvede mediante riduzione del fondo di cui all’articolo 64, comma 9, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112… per euro 2,4 milioni nell’anno 2013 e 8,6 milioni a decorrere dall’anno 2014». Refusi a parte, si attinge al fondo che, utilizzando la quota parte dei risparmi di spesa fatti nella scuola con la manovra Tremonti, circa 8 miliardi di euro di tagli, paga la professionalità dei docenti. Si tratta dei cosiddetti scatti, l’unica progressione stipendiale esistente per i circa 700 mila docenti in servizio. «Se il taglio fosse confermato, si aprirebbe un contrasto forte tra mondo della scuola e governo», attacca il numero uno della Uil scuola, Massimo Di Menna, «ci troveremmo infatti di fronte ad una decisione che, ancora una volta, riduce le risorse agli insegnanti mentre se ne loda la centralità». Parla di «scippo inaccettabile ai danni degli insegnanti», il segretario della Cisl scuola, Francesco Scrima, «non era questo il nuovo corso che attendevamo».

Alessandra Ricciardi

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