Il Governo cerca 6 mld di Euro, 4 arriveranno dai tagli alla spesa pubblica

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Una doppia minaccia. Per la ripresa dell’economia, ma anche per la tenuta dello stesso governo. L’aumento dell’aliquota ordinaria dell’Iva dal 21 al 22% che dovrebbe scattare dal primo luglio, pende come una spada di Damocle sui programmi del governo Letta.
L’aumento dell’imposta sul valore aggiunto dovrebbe portare nelle casse dello Stato due miliardi quest’anno e quattro a regime, già contabilizzati in bilancio. Per scongiurare l’aumento, che peserebbe moltissimo sui consumi, gli investimenti, la fiducia, e dunque sulla ripresa, servono dunque sei miliardi di euro. Due subito, altri quattro con la Legge di Stabilità del 2013.
Per evitare il buco che si aprirebbe, il Pd sollecita innanzitutto nuove misure contro l’evasione fiscale. Altri aumenti di imposte non appaiono verosimili, a meno che non si ricorra, come ha proposto il PdL, ad alzare le tasse su alcol, sigarette, giochi e lotterie. Per finanziare l’operazione Iva la soluzione più realistica, e alla portata, sono i tagli di spesa. La terza fase della spending review è di fatto già pronta per essere messa in campo: le prime due, condotte dal governo Monti, hanno assicurato 11,6 miliardi. Potrebbero dunque essere recuperati altri 4 miliardi di euro, ma a regime. E non sarà facile mettere in azione le forbici entro quest’anno, considerato che quattro mesi sono già andati.

Corriere

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