Nel 2026, il sistema di agevolazioni per la mobilità in Italia ha subito una trasformazione significativa. L’era dei click-day e dei bonus a esaurimento è ormai un ricordo, sostituita da un approccio più strutturato e mirato. Famiglie, studenti e pendolari si trovano ora di fronte a un panorama complesso, dove politiche nazionali, regionali e fiscali si intrecciano per offrire un sostegno più ampio ma anche più selettivo.
La fine del click-day e l’avvento della social card “Dedicata a Te”
Tra le novità più rilevanti spicca la social card “Dedicata a Te”, che ha mandato in pensione il vecchio bonus trasporti da 60 euro. Con un importo annuale di 500 euro destinato ai nuclei familiari con un Isee fino a 15.000 euro, questa carta rappresenta oggi il principale strumento di supporto alla mobilità per le famiglie meno abbienti. La gestione è stata semplificata: l’Inps identifica automaticamente i beneficiari, eliminando la corsa ai voucher online. La carta può essere utilizzata non solo per gli abbonamenti ai trasporti pubblici, ma anche per altre spese essenziali come alimentari e carburante.
Detrazioni fiscali: un salvagente per il ceto medio
Per chi non rientra nei parametri della social card, resta centrale la detrazione fiscale del 19% sulle spese per gli abbonamenti ai trasporti pubblici. Sebbene l’importo massimo detraibile sia limitato a 250 euro annui per contribuente, il recupero di circa 47,50 euro in dichiarazione dei redditi rappresenta comunque un piccolo ma significativo aiuto per il ceto medio. Tuttavia, è fondamentale rispettare i requisiti di tracciabilità dei pagamenti e conservare tutta la documentazione necessaria.
Le regioni in prima linea: modelli virtuosi e nuove opportunità
Il vero cuore pulsante delle agevolazioni si trova però nelle iniziative regionali. La Campania, con il suo modello UnicoCampania, offre abbonamenti gratuiti agli studenti fino a 26 anni con un Isee sotto i 35.000 euro, mentre l’Emilia-Romagna e l’Umbria puntano alla gratuità totale per gli studenti delle scuole superiori. Altre regioni, come Lazio e Lombardia, permettono di cumulare i voucher regionali con le agevolazioni nazionali, garantendo riduzioni significative sui costi della mobilità.
Il bonus patente: una spinta al settore della logistica
Un capitolo a parte merita il “Bonus patente”, che continua a essere uno strumento chiave per incentivare l’ingresso di giovani nel settore dell’autotrasporto. Con un contributo fino a 2.500 euro per coprire l’80% delle spese per le patenti superiori e la Cqc, questa misura mira ad affrontare la cronica carenza di autisti qualificati, sostenendo al contempo l’economia nazionale. Tuttavia, accedere a questo incentivo richiede una pianificazione accurata e il rispetto delle rigide scadenze regionali.
Basteranno a far fronte al caro carburante e al caro vita?
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