Posti disponibili anno scolastico 2026/27, pubblichiamo l’elnco completo aggiornato alla data odierna.
La pubblicazione delle Graduatorie ad esaurimento (GaE) per il triennio 2026/28 è iniziata, e con essa si riaccendono le discussioni su uno dei nodi più critici del sistema scolastico italiano: la gestione del personale docente. Le GaE, com’è noto, rappresentano una delle principali fonti di reclutamento per il 50% dei posti a ruolo e per le supplenze annuali. Tuttavia, il quadro che emerge da queste nuove liste è, per certi aspetti, preoccupante.
In molte province italiane, le GaE sono ormai ridotte all’osso per diverse classi di concorso. È un fenomeno che non sorprende: anni di assunzioni straordinarie, pensionamenti e riforme hanno progressivamente svuotato questi elenchi, che avrebbero dovuto essere chiusi già da tempo. Eppure, nonostante il nome “ad esaurimento”, le GaE continuano a sopravvivere, seppur in forma sempre più frammentaria. In alcune aree del Paese, soprattutto al Nord, gli elenchi sono praticamente deserti per le discipline scientifiche e tecniche, mentre resistono ancora numeri significativi per infanzia e primaria, soprattutto nelle regioni del Sud.
Ma cosa significa concretamente tutto questo?
In primo luogo, laddove le GaE siano vuote o quasi, i posti residui vengono trasferiti alle graduatorie dei concorsi ordinari e straordinari. Questo potrebbe sembrare un passaggio naturale, ma in realtà apre una serie di interrogativi. I concorsi nazionali, pur essendo teoricamente lo strumento più meritocratico per selezionare i docenti, continuano a soffrire di ritardi cronici e di una gestione spesso approssimativa. Il rischio è che i posti rimangano vacanti per mesi, se non anni, aggravando ulteriormente la carenza di personale nelle scuole.
Un altro aspetto da considerare è la mobilità territoriale. Con l’apertura delle nuove GaE, ci si aspetta un aumento delle richieste di trasferimento da parte degli insegnanti, soprattutto verso le province settentrionali dove la domanda di personale è più alta. Tuttavia, questo fenomeno potrebbe creare squilibri significativi. Se da un lato le scuole del Nord potrebbero finalmente trovare un parziale sollievo dalla cronica carenza di docenti, dall’altro il Sud rischia di ritrovarsi con un ulteriore svuotamento delle proprie risorse umane.
In questo contesto complesso, la pubblicazione delle graduatorie non è solo un atto amministrativo: è uno specchio delle criticità di un sistema che fatica a garantire continuità e qualità nell’istruzione. È evidente che non basta limitarsi a gestire l’esistente; serve una visione strategica che affronti alla radice problemi strutturali come la distribuzione territoriale dei docenti, la formazione iniziale e continua, e l’efficienza dei concorsi.
Le GaE ci raccontano una storia di transizione incompiuta. Un sistema nato con l’intento di risolvere il precariato si trova ora a essere esso stesso un simbolo di precarietà. Forse è il momento di voltare pagina davvero, ma farlo richiederà coraggio politico e una capacità di pianificazione che finora è mancata.
GaE provvisorie e definitive
ABRUZZO
L’Aquila –
Teramo –
BASILICATA
Potenza –
CALABRIA
Cosenza – Crotone – Vibo Valentia –
CAMPANIA
Avellino – definitive Avellino –
Caserta –
Benevento – Napoli _
Salerno –
EMILIA ROMAGNA
Bologna –
Ferrara –
Parma –
Ravenna – definitive Ravenna –
Rimini –
FRIULI VENEZIA GIULIA
Gorizia – non ci sono candidati in GaE
Trieste – definitive Trieste –
Udine –
Frosinone – definitive Frosinone –
Roma –
Viterbo –
LIGURIA
Savona –
LOMBARDIA
Lecco –
Lodi – Pavia – Sondrio – Varese –
MOLISE
Isernia – definitive Isernia –
Campobasso –
PIEMONTE
Alessandria – definitive Alessandria –
Asti – definitive Asti –
Biella – definitive Biella –
Novara – Vercelli –
SARDEGNA
Cagliari –
Nuoro –
Oristano –
Sassari –
SICILIA
Catania – Caltanissetta ed Enna – Messina – Trapani – Palermo – Ragusa – Siracusa –
TOSCANA
Firenze – definitive Firenze –
Grosseto – definitive Grosseto –
UMBRIA
Perugia – definitive Perugia –
VENETO
Belluno – Padova –
Treviso – definitive Treviso –
Rovigo – definitive Rovigo –
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