La trattativa per il rinnovo del contratto dei dirigenti scolastici per il triennio 2022-2024 sembra entrare nel vivo. Oggi, lunedì 20 aprile, presso la sede dell’ARAN, l’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni, si è svolto il terzo incontro tra le parti, con l’obiettivo di definire i dettagli economici e normativi del nuovo accordo. Sul tavolo, una proposta che prevede aumenti mensili fino a 320 euro lordi, un passo avanti importante ma non privo di criticità.
Secondo quanto emerso, la retribuzione tabellare dei dirigenti scolastici dovrebbe aumentare di 230 euro al mese, a cui si aggiungerebbero 90 euro sulla quota fissa dell’indennità di posizione. Le risorse residue saranno destinate al Fondo per l’Ufficio e le Funzioni, che finanzia la parte variabile dell’indennità di posizione e la retribuzione di risultato. Un intervento che, se confermato, rappresenterebbe un riconoscimento economico significativo per una categoria da tempo in attesa di un adeguamento salariale.
Tuttavia, non mancano i nodi ancora da sciogliere. Tra le richieste avanzate dai sindacati spiccano l’innalzamento al 100% dei posti per la mobilità interregionale e una maggiore flessibilità nella gestione delle ferie non godute. Inoltre, si chiede che i dirigenti scolastici possano cambiare sede dopo tre anni di servizio, una misura che potrebbe favorire una migliore distribuzione delle risorse umane sul territorio. Sul fronte della tutela dei compensi legati ai progetti del PNRR, l’ARAN ha dichiarato che la questione non rientra nella contrattazione collettiva, ma si è impegnata ad avviare un dialogo con l’Amministrazione.
Un altro tema caldo è rappresentato dalla necessità di chiarire le modalità di rinvio del periodo di prova e di ampliare il termine per usufruire dei permessi per lutto a trenta giorni. Su questi punti, l’ARAN ha mostrato apertura, pur riservandosi ulteriori approfondimenti.
Il presidente dell’Agenzia, Antonio Naddeo, ha convocato una nuova riunione per l’11 maggio, con l’obiettivo di chiudere almeno la parte economica dell’accordo. Un’intesa su questo fronte potrebbe rappresentare un segnale positivo per una categoria che, negli ultimi anni, ha visto crescere le responsabilità senza un adeguato riconoscimento economico.
Eppure, resta da vedere se le proposte avanzate saranno sufficienti a soddisfare pienamente le aspettative dei dirigenti scolastici. La complessità del loro ruolo, amplificata dalle sfide poste dalla pandemia e dalla gestione dei fondi del PNRR, merita risposte all’altezza. La partita è ancora aperta e il tempo stringe: il prossimo incontro sarà decisivo per capire se si potrà finalmente voltare pagina o se la trattativa dovrà prolungarsi ulteriormente.
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