Apprezziamo molto l’attenzione rivolta alla scuola nel parere espresso dalla 7^ commissione istruzione del Senato sullo schema di decreto riguardante il blocco della contrattazione e degli automatismi per il pubblico impiego. Un fatto positivo, ancor più perché il parere è condiviso in modo unanime dalla commissione, grazie anche alla determinazione con cui ha condotto i lavori la relatrice Puglisi.

Non si tratta, per la scuola, di ritagliarsi spazi privilegiati di tutela: il blocco dei contratti è una misura iniqua per tutto il pubblico impiego. Ma giustamente la commissione evidenzia il prezzo salatissimo già pagato in questi anni dalla scuola sul versante del risanamento dei conti pubblici, ed anche la necessità di dare all’investimento in conoscenza un valore strategico.

Noi lo stiamo sostenendo da tempo e lo abbiamo ribadito con forza al nostro congresso: riaprire una stagione contrattuale non interessa solo i lavoratori, ma la stessa parte pubblica, che potrebbe fare del contratto un passaggio chiave per ottenere, insieme alla valorizzazione del lavoro, una crescita di qualità del sistema. Ne abbiamo bisogno come paese per essere più competitivi, oltre che per contrastare efficacemente la piaga della dispersione e degli abbandoni.

Sappiamo che la partita è tutt’altro che conclusa, ma intanto prendiamo atto con soddisfazione di un segnale che una volta tanto la politica ha dato nel modo giusto.

Roma, 30 maggio 2013

Francesco Scrima, segretario generale Cisl Scuola

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