Domani a Roma si terrà un appuntamento che merita attenzione: la conferenza “Pfas: i veleni invisibili”, promossa dalla senatrice del Movimento 5 Stelle Gabriella Di Girolamo. L’evento, che si svolgerà presso la Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro, rappresenta un’occasione cruciale per accendere i riflettori su un tema di primaria importanza per la salute pubblica e l’ambiente: l’inquinamento da PFAS.
I PFAS, o sostanze perfluoroalchiliche, sono composti chimici utilizzati in una vasta gamma di applicazioni industriali e di consumo. Resistenti sia al calore che all’acqua, queste sostanze hanno trovato impiego in prodotti di uso quotidiano come rivestimenti antiaderenti, tessuti impermeabili e schiume antincendio. Tuttavia, la loro persistenza nell’ambiente e la capacità di accumularsi negli organismi viventi li rendono una minaccia silenziosa. Non a caso, vengono definiti “veleni invisibili”: non si vedono, non si sentono, ma lasciano un’impronta nefasta nelle acque, nei suoli e persino nei cibi che consumiamo.
Il progetto Rewilding Appennines, che sarà presentato durante la conferenza, rappresenta un tentativo di sensibilizzare le nuove generazioni su questa problematica. Coinvolgere gli studenti è una scelta strategica: sono loro, infatti, il futuro di questo Paese, e la loro consapevolezza oggi può fare la differenza domani. Ma non basta fermarsi alla sensibilizzazione; serve un impegno concreto da parte delle istituzioni. E qui sorge spontanea una domanda: stiamo facendo abbastanza per affrontare questa emergenza ambientale?
Tra i relatori figurano nomi di spicco come Sergio Costa, ex Ministro dell’Ambiente e oggi Vicepresidente della Camera dei Deputati, e Ilaria Fontana, vicecapogruppo M5S alla Camera. La loro presenza fa sperare in un dibattito serio e articolato, ma ci si aspetta anche che dalle parole si passi ai fatti. Le politiche di contrasto all’inquinamento da PFAS non possono più essere rimandate. Non si tratta solo di bonificare le aree contaminate, ma anche di prevenire ulteriori danni con normative più stringenti e controlli più severi.
La presenza di rappresentanti dell’Associazione Ecomente e di giovani studenti come Arianna Sarnella, Sofia Abaterusso e Arthur Bragaloni aggiunge un ulteriore livello di profondità all’evento. Le testimonianze delle nuove generazioni e delle realtà associative impegnate sul campo sono fondamentali per capire l’impatto reale di questa crisi e per individuare soluzioni condivise.
Un aspetto interessante è il contesto in cui si svolge questa conferenza. Roma, cuore pulsante della politica italiana, diventa ancora una volta il palcoscenico per una questione che riguarda tutti noi. Ma non possiamo ignorare il rischio che questi incontri restino confinati tra le mura delle istituzioni senza tradursi in azioni concrete sul territorio.
C’è poi un altro dettaglio che colpisce: l’obbligo di giacca e cravatta per gli uomini che parteciperanno. Un richiamo all’etichetta che stride con l’urgenza del tema trattato. Forse sarebbe il caso di concentrarsi meno sull’apparenza e più sulla sostanza. Perché il vero nodo della questione non è come ci vestiamo per parlare dei PFAS, ma cosa facciamo per fermarli.
Chiunque voglia partecipare dovrà accreditarsi via email e affrettarsi: gabriella.digirolamo@senato.it
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