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Riforma Istituti Tecnici e cattedre a rischio: il M5S attacca Valditara e chiede di bloccare il decreto 29/2026

Riforma Istituti Tecnici, scoppia la bufera sul decreto Valditara: "Famiglie e docenti nel caos, si rischia l'anno nei tribunali"

La riforma degli istituti tecnici continua a far discutere e solleva un acceso dibattito tra forze politiche, sindacati, famiglie e docenti. La senatrice del Movimento 5 Stelle Vincenza Aloisio ha espresso forti critiche nei confronti del decreto ministeriale 29/2026, firmato dal Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che ha introdotto modifiche sostanziali ai quadri orari e ai percorsi formativi degli istituti tecnici.

Secondo Aloisio, il provvedimento è stato adottato in un momento inopportuno, ovvero dopo la chiusura delle iscrizioni scolastiche, generando confusione e disorientamento tra studenti e famiglie. “Non si può cambiare la scuola dopo che gli studenti l’hanno già scelta”, ha dichiarato la senatrice, sottolineando come questa decisione abbia violato il principio del legittimo affidamento, costringendo le famiglie a confermare le iscrizioni senza avere una chiara visione dei nuovi quadri orari.

Fronte della Riforma Il Nodo della Protesta (Criticità segnalate)
Iscrizioni già chiuse Le modifiche ai quadri orari (DM 29/2026) arrivano dopo che le famiglie hanno già scelto la scuola.
Personale Docente Forte rischio di cattedre scoperte e docenti perdenti posto a causa dei nuovi orari.
Istituzioni e Pareri Ignorato il parere contrario del CSPI (Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione).
Azione Legale Presentato un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica da parte di alcune famiglie.

 

Le critiche non arrivano solo dal fronte politico. Genitori, docenti e sindacati, tra cui la FLC CGIL, hanno denunciato il caos generato dalla riforma. Alcune famiglie, supportate dalla Rete Nazionale degli Istituti Tecnici, hanno presentato un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica per chiedere la sospensione del decreto.

Cattedre a rischio e il ricorso al Presidente della Repubblica

La situazione appare particolarmente critica: gli organi collegiali delle scuole sono stati messi da parte e il parere contrario espresso dal Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) è stato ignorato. Inoltre, nonostante le rassicurazioni iniziali, molti docenti rischiano di diventare perdenti cattedra, con ripercussioni negative sia sul personale scolastico sia sulla qualità dell’offerta formativa.

Aloisio ha inoltre messo in guardia contro quello che definisce un “impoverimento culturale” insito nella riforma. La senatrice denuncia una riduzione delle discipline umanistiche e scientifiche a favore di un approccio che privilegia le esigenze immediate del tessuto produttivo locale, minando l’universalità del diploma nazionale e ampliando le disuguaglianze tra gli studenti.

Il caso del Trentino e la richiesta di moratoria UE

Un segnale delle difficoltà della riforma è arrivato dal Trentino-Alto Adige, dove il provvedimento è stato rinviato, confermando le preoccupazioni sollevate dalle parti sociali. Per questo motivo, Aloisio chiede al Governo di sospendere immediatamente l’attuazione del decreto e di avviare un confronto serio con famiglie, docenti e sindacati. Inoltre, la senatrice suggerisce di valutare una possibile moratoria con l’Unione Europea per quanto riguarda i tempi di attuazione previsti dal PNRR.

“Non permetteremo che l’anno scolastico inizi nei tribunali sulla pelle dei ragazzi”, ha concluso Aloisio, ribadendo l’impegno del Movimento 5 Stelle a tutela del diritto all’istruzione e della qualità del sistema scolastico italiano.

“Il provvedimento, che ha ridisegnato l’assetto della scuola secondaria (leggi qui cosa prevede il testo della Riforma dei Tecnici)

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