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Rinnovo del contratto scuola: solo 25 Euro netti

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Rinnovo del contratto scuola: pochi spiccioli per i lavoratori

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Passate le elezioni comunali si inizia a ridiscutere il rinnovo del contratto della scuola e di tutto il pubblico impiego. Secondo quanto anticipato dal quotidiano ItaliaOggi sul piatto ci sarebbero pochi euro, appena 45 lordi che ripuliti dalle tasse nelle tasche dei lavoratori del pubblico impiego andrebbero mediamente 25 euro al mese. Una mortificazione. Ricordiamo che il personale della scuola ha il contratto bloccato dal triennio economico 2006/2009 e i loro stipendi hanno perso in termini di valore di acquisto circa 200 Euro. Ricordiamo inoltre che i famosi 85 Euro concordati con i sindacati confederali vanno considerato comunque al lordo, sgravati dall’Irpef e dalle altre imposte ai lavoratori andrebbero poco meno della metà, non supererebbero i 40 Euro afferma ItaliaOggi. Un’altra miseria. Qualcuno direbbe meglio di niente, proprio l’accontentarsi e la rassegnazione ha portato il comparto del pubblico impiego ad essere costantemente vessato e mortificato dai politici di turno.

Rinnovo del contratto e rischio per il bonus di 80 Euro

Oltre al danno la beffa. Sempre secondo ItaliaOggi l’aumento potrebbe compromettere l’erogazione degli 80 Euro di bonus che viene riconosciuto agendo sul credito di imposta applicato “a chiunque guadagni meno di 24mila euro annui (ma che percepisca comunque almeno 8mila euro, soglia sotto la quale l’Irpef non si paga in ciò precludendo l’accesso al beneficio).” Continua il quotidiano: “L’erogazione degli aumenti, dunque, per alcuni soggetti potrebbe addirittura determinare una perdita salariale per effetto della perdita del diritto al credito di imposta. Una misura finalizzata ad incrementare i consumi per rilanciare l’economia e che, al contrario, ha incrementato i risparmi. Ma su questo tema il governo avrebbe comunque intenzione di promuovere un intervento interpretativo o legislativo al fine di evitare tale effetto. Ciò per consentire ai diretti interessati di conservare entrambi i benefici: gli 80 euro e gli aumenti. Per incrementare l’importo degli adeguamenti retributivi, tra gli addetti ai lavori circola anche l’ipotesi di utilizzare i 380 milioni di euro stanziati per finanziare i 500 euro per l’aggiornamento dei docenti di ruolo. Una cifra che, da sola, basterebbe a recuperare l’utilità del 2013 ai fini degli scatti di carriera. Che allo stato attuale risultano gravati da un ritardo strutturale di un anno rispetto ai gradoni previsti dal contratto”.

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