La scuola italiana sta vivendo una trasformazione importante, orientata verso un modello più inclusivo e integrato con il tessuto sociale. Iniziative come il Piano Estate del Ministero dell’Istruzione e la sperimentazione della Regione Emilia-Romagna rappresentano passi significativi verso un ampliamento dei tempi e degli spazi educativi. Tuttavia, un tema cruciale rischia di essere sottovalutato: l’impatto del cambiamento climatico sulle condizioni degli edifici scolastici.
Le ondate di calore, sempre più frequenti e intense, mettono in discussione la vivibilità degli ambienti scolastici, progettati spesso in epoche con condizioni climatiche molto diverse. Non si tratta solo di comfort: il diritto alla salute e la qualità dell’esperienza educativa sono direttamente coinvolti. Temperature elevate compromettono concentrazione, rendimento e benessere psicofisico, colpendo soprattutto i soggetti più vulnerabili.
Il Coordinamento Nazionale Docenti dei Diritti Umani sollecita un intervento strutturale urgente. Un monitoraggio nazionale sullo stato degli edifici scolastici è indispensabile per pianificare azioni mirate: climatizzazione, isolamento termico ed efficientamento energetico devono diventare priorità. Una scuola aperta al futuro deve garantire ambienti sicuri e dignitosi, dove il diritto all’istruzione si coniughi con quello alla salute.
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