Stai ricevendo gli arretrati del CCNL 2025-2027. Sul cedolino di luglio o agosto compariranno le cifre che aspettavi da mesi. Ma prima di festeggiare, vale la pena fare un calcolo che quasi nessuno fa: quanto vale davvero quello che ricevi, rispetto a sette anni fa?
Tra il 2019 e la fine del 2025 i prezzi al consumo hanno registrato una crescita complessiva del 23%, mentre le retribuzioni contrattuali si sono fermate al 13,2%. Un divario di quasi dieci punti percentuali, certificato nero su bianco dal Rapporto Annuale 2026 dell’ISTAT.
A fine 2025 il potere d’acquisto delle retribuzioni contrattuali resta inferiore all’8,6% rispetto a gennaio 2019: in sette anni gli aumenti non hanno recuperato l’inflazione accumulata.
Per la scuola il quadro è ancora più nitido. Secondo ISTAT 2026, la perdita di potere d’acquisto della Pubblica Amministrazione si attesta intorno al 10%. Un docente che guadagnava 1.800 euro netti nel 2019 avrebbe bisogno di circa 1.980 euro netti oggi solo per mantenere lo stesso potere d’acquisto. Nella realtà, quello stipendio è cresciuto molto meno.
La differenza tra aumento nominale e potere d’acquisto reale
Prima di entrare nei numeri, è fondamentale capire una distinzione che quasi nessun titolo di giornale spiega chiaramente.
Una cosa è l’aumento nominale — i soldi in più che compaiono in busta paga — un’altra è il potere d’acquisto reale, cioè cosa riesci effettivamente a comprare con quei soldi. Se lo stipendio cresce del 3% ma i prezzi salgono del 5%, in tasca hai più euro ma compri meno cose: sei più povero, pur guadagnando di più.
È esattamente quello che è successo al personale scolastico italiano dal 2019 ad oggi. I contratti sono arrivati, gli aumenti ci sono stati — ma l’inflazione ha corso più veloce. Il risultato è una perdita reale silenziosa, che non appare sul cedolino ma si sente ogni mese al supermercato, alla pompa di benzina, sulla bolletta del gas.
Quanto manca davvero in busta paga: la tabella profilo per profilo
Analizzando i dati ISTAT del triennio 2022-2024, l’inflazione acquisita sfiora il 16-17%, mentre il rinnovo del CCNL ha portato incrementi medi lordi intorno al 4,8-5%. Questo divario ha creato una perdita del potere d’acquisto superiore al 10-12% per docenti e personale ATA.
Tradotto in euro mensili, applicando un coefficiente di rivalutazione del 12% per coprire il differenziale tra inflazione reale e aumenti contrattuali già percepiti, ecco quanto manca ancora in busta paga rispetto a uno stipendio pienamente indicizzato all’inflazione:
Docenti — gap mensile lordo stimato (luglio 2026)
| Profilo | Stipendio lordo attuale | Stipendio indicizzato inflazione | Gap mensile lordo | Gap annuo lordo |
|---|---|---|---|---|
| Infanzia/Primaria, inizio carriera | 1.890 € | ~2.160 € | ~270 € | ~3.510 € |
| Infanzia/Primaria, fascia media | 2.210 € | ~2.520 € | ~310 € | ~4.030 € |
| Secondaria I grado, fascia media | 2.335 € | ~2.660 € | ~325 € | ~4.225 € |
| Secondaria II grado, inizio carriera | 2.030 € | ~2.315 € | ~285 € | ~3.705 € |
| Secondaria II grado, fascia alta | 2.935 € | ~3.345 € | ~410 € | ~5.330 € |
Personale ATA — gap mensile lordo stimato
| Profilo | Stipendio lordo attuale | Stipendio indicizzato inflazione | Gap mensile lordo | Gap annuo lordo |
|---|---|---|---|---|
| Collaboratore scolastico, inizio | 1.590 € | ~1.815 € | ~225 € | ~2.925 € |
| Collaboratore scolastico, fascia media | 1.830 € | ~2.085 € | ~255 € | ~3.315 € |
| Assistente amm./tecnico, fascia media | 1.980 € | ~2.260 € | ~280 € | ~3.640 € |
| DSGA, fascia intermedia | 2.750 € | ~3.135 € | ~385 € | ~5.005 € |
Per i collaboratori scolastici e il personale ATA, il mancato adeguamento di circa 170-190 euro lordi mensili incide su stipendi già vicini alla soglia di sopravvivenza nelle grandi città del Nord, rendendo difficile far fronte ai rincari sui beni di prima necessità come carrello della spesa e bollette. Informazione Scuola
I due contratti insieme non bastano: il calcolo definitivo
Qui sta il cuore del problema — e la ragione per cui il dibattito sindacale continua nonostante i rinnovi contrattuali appena firmati.
Considerando i doppi rinnovi contrattuali di Istruzione e Ricerca del periodo 2022-2024 e 2025-2027, gli stipendi dei docenti crescerebbero comunque complessivamente del 10-12%, mentre l’inflazione cumulata nello stesso periodo si collocherebbe tra il 16 e il 18%. Pertanto, gli aumenti contrattuali coprirebbero circa il 60-70% dell’inflazione accumulata, lasciando una perdita residua di potere d’acquisto compresa tra il 5 e l’8%.
Secondo le elaborazioni di Orizzonte Scuola, sommando gli effetti dei rinnovi 2022-2024 e 2025-2027, gli stipendi dei docenti crescerebbero complessivamente del 10-12%, mentre l’inflazione cumulata nello stesso periodo si collocherebbe tra il 16 e il 18%.
In parole semplici: anche dopo aver ricevuto tutto — arretrati, aumenti strutturali del CCNL 2022-2024 e del CCNL 2025-2027 — uno stipendio da docente è ancora indietro di 5-8 punti percentuali rispetto all’inflazione cumulata. Non è un errore di calcolo. È una perdita strutturale e permanente che nessun futuro contratto potrà recuperare facilmente, perché il prossimo rinnovo partirà da una base già erosa.
Il 2026 rischia di riaprire il divario
Come se non bastasse, con l’inflazione risalita al 3,0% a giugno 2026, spinta dall’energia, potrebbe verificarsi quello che l’ISTAT chiama un “sorpasso” dei prezzi sui salari, riaprendo la forbice invece di chiuderla.
Secondo i dati dell’ISTAT, a giugno 2026 l’inflazione ha registrato un aumento dell’1,4% rispetto all’anno precedente e del 2,2% rispetto all’inizio del 2026. Il CCNL 2025-2027 porta aumenti stimati intorno al 5,4% totale — ma questi incrementi saranno nuovamente assorbiti dall’aumento del costo della vita.
Il meccanismo è quello di un inseguimento in cui la tartaruga (gli stipendi) non riesce mai a raggiungere la lepre (i prezzi), anche quando la lepre rallenta.
Il confronto con il settore privato: la scuola perde su due fronti
Il problema non è solo l’inflazione in senso assoluto. È anche la distanza che si è creata rispetto ai lavoratori del settore privato, che hanno strumenti contrattuali più flessibili e in alcuni casi meccanismi di adeguamento automatico ai prezzi.
Dall’analisi dell’Indeed Hiring Lab emerge una contrazione dell’11,1% del potere d’acquisto dei docenti tra il 2021 e il 2026. Nello stesso periodo molti settori del privato hanno recuperato l’inflazione attraverso aumenti una tantum, premi di produzione e rinnovi più rapidi. Informazione Scuola
Secondo la CGIL, oltre il 60% degli incrementi contrattuali erano di fatto già stati anticipati tramite l’indennità di vacanza contrattuale — gli aumenti provvisori legati all’inflazione durante il periodo di contratto scaduto — e la cifra finale copre meno di un terzo dell’inflazione accumulatasi nel triennio di riferimento. Cosa chiedono i sindacati: oltre i contratti ordinari
Anief ribadisce che non basta rivendicare la continuità dei rinnovi contrattuali: occorre cambiare radicalmente l’approccio al finanziamento del comparto Istruzione. Il sindacato chiede un decreto legge per la PA con risorse aggiuntive contrattuali e l’aumento delle indennità riconosciute al personale scolastico.
Il sindacato Anief ha sollevato la questione chiedendo risorse aggiuntive per il rinnovo del contratto e misure urgenti per contrastare l’erosione del potere d’acquisto. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ha dichiarato che è necessario intervenire per evitare ulteriori discriminazioni nei confronti del personale scolastico.
La questione ha assunto anche una dimensione giuridica. Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, per voce del presidente Romano Pesavento, afferma che si sta consolidando una criticità strutturale che assume rilievo non solo economico ma propriamente giuridico-costituzionale: la persistente erosione dei salari reali nel comparto dell’istruzione e nel lavoro pubblico.
Il riferimento implicito è all’articolo 36 della Costituzione, che garantisce al lavoratore una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro, sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa. Una norma che, nella lettura dei sindacati e di alcuni giuristi, stenta a trovare applicazione concreta negli stipendi reali del personale scolastico nel 2026.
Il prossimo appuntamento: ARAN il 22 luglio
Il prossimo 22 luglio si terrà un nuovo incontro all’ARAN per discutere del rinnovo delle norme del CCNL 2026-2027. Il sindacato ANIEF spera che questa occasione possa portare a soluzioni concrete per migliorare le condizioni economiche del personale scolastico.
Sarà un banco di prova importante — non tanto per i numeri che verranno discussi, quanto per il metodo. Se si continuerà a negoziare aumenti percentuali su base tabellare senza aggancio all’inflazione reale, il meccanismo di erosione continuerà a operare silenziosamente. Se invece si aprirà una discussione su meccanismi di indicizzazione o su indennità strutturali legate al costo della vita, potrebbe iniziare un percorso diverso.
Cosa può fare il singolo docente o ATA adesso
La perdita di potere d’acquisto è un fenomeno macroeconomico che il singolo dipendente non può invertire da solo. Ma ci sono alcune azioni concrete che possono ridurne l’impatto individuale:
Verifica il cedolino di luglio o agosto — controlla che arretrati e aumenti del CCNL 2025-2027 siano stati applicati correttamente su tutte le voci: stipendio tabellare, RPD (per i docenti), CIA (per l’ATA). Un errore di NoiPA in questa fase può ridurre ulteriormente quanto già insufficiente.
Controlla l’estratto conto INPS — gli arretrati generano contributi previdenziali aggiuntivi. Verifica che siano stati versati correttamente: un contributo mancante oggi riduce la pensione futura.
Se hai un 730 con rimborso — il rimborso IRPEF arriva in luglio o agosto sul cedolino. Verificalo in anticipo su NoiPA nella sezione “Consultazione pagamenti”.
Monitora i prossimi rinnovi — il CCNL 2025-2027 ha decorrenza fino al 31 dicembre 2027. Il prossimo rinnovo inizierà a essere negoziato nel 2027. Seguire le trattative ARAN non è un esercizio accademico: è l’unico modo per capire se la perdita accumulata verrà recuperata o consolidata definitivamente.
Fonti: ISTAT — Rapporto Annuale 2026, cap. Retribuzioni e potere d’acquisto; ISTAT — Comunicato prezzi al consumo giugno 2026; ARAN — tabelle CCNL Istruzione e Ricerca 2022-2024 e 2025-2027; ANIEF — comunicato 30 giugno 2026 su retribuzioni e inflazione; Formazione Anicia — analisi gap stipendiale per profilo; Indeed Hiring Lab — contrazione potere d’acquisto docenti 2021-2026; Orizzonte Scuola — elaborazioni prezzi/stipendi PA maggio 2026; Coordinamento Nazionale Docenti Diritti Umani — nota giuridico-costituzionale aprile 2026.
Leggi anche: