Roma, 27 maggio 2026 – La riforma del reclutamento universitario, promossa dalla Ministra Bernini, torna al centro del dibattito politico con accuse pesanti da parte di Elisabetta Piccolotti, deputata di Alleanza Verdi e Sinistra (Avs). Secondo la parlamentare, l’abolizione dell’abilitazione nazionale e il ritorno ai concorsi locali rappresentano un passo indietro significativo, che riporta in auge dinamiche di baronato e rischia di aggravare il precariato nel mondo accademico.
Piccolotti critica apertamente il modus operandi del Governo, accusando la Ministra di aver simulato un dialogo con l’opposizione solo per guadagnare tempo e favorire accordi politici interni. La recente spartizione delle nomine dell’Anvur, che avrebbe compromesso l’indipendenza dell’ente, viene indicata come un esempio emblematico di una gestione istituzionale discutibile.
La deputata rossoverde sottolinea inoltre la contraddizione politica del centro-destra, che nel 2010 aveva introdotto norme per tutelare il merito e combattere il baronato universitario, ora prontamente smantellate. “È una scelta che rivela una visione miope e dannosa per il futuro dell’università italiana”, afferma Piccolotti.
Le opposizioni, unite, avevano proposto alternative per riformare l’abilitazione nazionale e garantire trasparenza nei processi di selezione. Tuttavia, il Governo sembra deciso a proseguire su una strada che, secondo Avs, porterà solo instabilità e disuguaglianze.
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