La questione dell’assistenza igienico-personale agli alunni con disabilità riaccende un dibattito cruciale per l’inclusione scolastica in Italia. Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) ha recentemente sottolineato le criticità legate all’attribuzione delle competenze tra personale docente e collaboratori scolastici. La normativa vigente, come sancito dal CCNL Istruzione e Ricerca 2019-2021, assegna ai collaboratori scolastici il compito di garantire il supporto materiale agli studenti non autosufficienti, incluse attività come il cambio del pannolino e l’assistenza durante i pasti.
Tuttavia, la carenza cronica di personale ATA rischia di compromettere l’effettiva applicazione di tali disposizioni, creando confusione organizzativa e, talvolta, un’inappropriata delega di compiti ai docenti di sostegno. Questi ultimi, secondo il decreto legislativo n. 297/1994, hanno una funzione educativa e didattica, non assistenziale.
Il CNDDU richiama le istituzioni a rispettare rigorosamente il quadro normativo, garantendo risorse adeguate e vigilando sull’effettività dei diritti degli studenti con disabilità. L’inclusione scolastica non può essere lasciata al caso: richiede impegni concreti e strutturali per tradurre i principi costituzionali in realtà quotidiana.
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