La recente nomina dei membri del direttivo dell’ANVUR, l’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca, ha suscitato un acceso dibattito politico e accademico. Secondo le forze di opposizione, il governo avrebbe trasformato l’agenzia in un terreno di spartizione partitica, assegnando un posto a ciascun partito della maggioranza: Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega.
Il caso ha raggiunto livelli di criticità quando Forza Italia ha celebrato pubblicamente la propria rappresentanza nell’organo, un comportamento che molti hanno definito come un segnale di degrado istituzionale. A peggiorare il quadro, la ministra Bernini ha modificato il regolamento dell’ANVUR, attribuendosi la nomina diretta del presidente e coinvolgendo il Segretario Generale del Ministero nella selezione delle candidature.
Le opposizioni denunciano inoltre che questa spartizione sarebbe stata il prezzo pagato per ottenere un consenso blindato sul controverso ddl Bernini, una riforma che localizza i concorsi universitari e contraddice gli impegni di apertura al confronto pubblico.
La vicenda solleva interrogativi profondi sulla credibilità delle istituzioni accademiche italiane e sulla loro capacità di operare in maniera indipendente. Le forze politiche promettono battaglia per salvaguardare l’integrità della ricerca e dell’università nel nostro Paese.
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