L’attesa per l’accredito degli arretrati figli del rinnovo contrattuale del personale della scuola potrebbe addirittura prolungarsi, non più quindi a giugno 2026, ma addirittura si ipotizza il mese di settembre.
Il tutto nasce nella riunione del 28 aprile scorso, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, infatti, non ha ancora deliberato l’invio del contratto alla Corte dei conti, passaggio necessario per la sua registrazione definitiva. Senza tale passaggio, gli effetti economici sugli stipendi restano bloccati.
La mancata deliberazione compromette quindi il calendario inizialmente previsto, che indicava i pagamenti tra giugno 2026 e al massimo a luglio. Ora, però, i tempi si potrebbero allungare e il mese di settembre sembra diventare l’orizzonte più probabile per il versamento degli arretrati. Salvo ulteriori slittamenti.
Docenti, personale ATA e AFAM sono tutti coinvolti in questa situazione di stallo, che alimenta malcontento tra i lavoratori del comparto scuola. Non si tratta solo di un ritardo amministrativo, ma di una questione un pochino leggera, per usare un eufemismo, che incide direttamente sulla fiducia verso le istituzioni e sulla stabilità economica di migliaia di famiglie.
Senza un’accelerazione dell’iter burocratico, il rischio è che l’attesa si prolunghi ulteriormente, lasciando il personale scolastico in una condizione di incertezza che si sarebbe potuta evitare.
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