Ancora una volta ci troviamo di fronte a scadenze che sembrano ignorare completamente i ritmi reali della scuola. Il bando relativo al DM38, pubblicato il 26 aprile, impone alle istituzioni scolastiche di acquisire le delibere necessarie entro il 15 maggio. Una tempistica che, a dir poco, appare irrealistica.
Le scuole, infatti, operano secondo un calendario ben definito. Il piano delle attività viene deliberato a settembre, e i dirigenti scolastici programmano i collegi docenti entro il 20 maggio per rispettare l’adozione dei libri di testo. Inserire una scadenza così stringente in questo contesto significa non tenere conto delle dinamiche organizzative e delle difficoltà operative che le scuole affrontano quotidianamente.
Cosa impedisce, allora, di posticipare la scadenza al 22 o al 30 maggio?
Una modifica del genere permetterebbe agli istituti di partecipare al bando senza dover rincorrere l’ennesima corsa contro il tempo. È una questione di buon senso, ma anche di rispetto per il lavoro di chi ogni giorno si impegna per garantire una formazione di qualità.
La scuola ha bisogno di regole chiare, ma soprattutto di tempi compatibili con la realtà.
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