Il Consiglio dei ministri ha approvato una proroga di 21 giorni del taglio delle accise sui carburanti, ma con una rimodulazione che non mancherà di sollevare critiche. Il gasolio continuerà a beneficiare di una riduzione di 20 centesimi al litro, mentre per la benzina lo sconto si ridurrà drasticamente a soli 5 centesimi. Una decisione che, secondo il Codacons, porterà il prezzo medio della benzina a 1,929 euro al litro, con punte di 1,98 euro in autostrada.
La misura, giustificata dal governo come una risposta alla crisi dei mercati internazionali e finanziata tramite sanzioni Antitrust e l’extragettito Iva, appare come un compromesso che però rischia di pesare sulle tasche degli automobilisti. Il Codacons stima un aggravio di oltre 9 euro a pieno per i 17 milioni di italiani che utilizzano auto a benzina. Un costo che, in soli 21 giorni, potrebbe tradursi in un esborso complessivo di 92 milioni di euro.
Se l’obiettivo era quello di contenere il caro carburanti, la scelta di penalizzare la benzina rispetto al diesel solleva interrogativi, soprattutto in un contesto in cui il prezzo del petrolio continua a salire e le famiglie già affrontano crescenti difficoltà economiche.
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