HomeNotizieCarburanti: niente aiuti agli autotrasportatori dal governo, sciopero nazionale dal 25 maggio

Carburanti: niente aiuti agli autotrasportatori dal governo, sciopero nazionale dal 25 maggio

Il settore dei trasporti si ferma per protestare contro il caro gasolio e l'assenza di misure adeguate da parte del Governo.

Roma – La tensione nel settore dell’autotrasporto è ormai palpabile. Dal 25 al 29 maggio 2026, gli autotrasportatori italiani incroceranno le braccia in segno di protesta contro il mancato rinnovo degli aiuti governativi per far fronte al caro carburanti. Una decisione che, secondo Unatras (Unione Nazionale delle Associazioni dell’Autotrasporto Merci), non è più rinviabile, soprattutto dopo il ritiro degli emendamenti al decreto fiscale che avrebbero potuto garantire un sostegno economico aggiuntivo.

La crisi energetica internazionale ha portato i prezzi del gasolio a livelli insostenibili, superando stabilmente i 2 euro al litro. Per le piccole e medie imprese di trasporto merci, il maggiore costo annuo per ogni mezzo pesante è stato stimato intorno ai 9.000 euro. Una cifra che, senza interventi strutturali, rischia di mettere in ginocchio una fetta importante del settore.

Il Decreto Legge n. 33 del 18 marzo 2026 aveva introdotto misure temporanee, come la riduzione delle accise e un credito d’imposta straordinario, con un tetto massimo di 100 milioni di euro. Tuttavia, la portata del provvedimento si è rivelata insufficiente per contrastare l’emergenza. Le associazioni di categoria avevano già lanciato un grido d’allarme il 7 maggio scorso, chiedendo alla premier Giorgia Meloni un tavolo urgente per discutere soluzioni più incisive. Ma le aspettative sono state disattese: il nuovo decreto carburanti è stato approvato senza modifiche sostanziali e senza ulteriori risorse per il settore.

La decisione del Governo di bloccare gli emendamenti presentati da Fratelli d’Italia e Lega per mancanza di coperture ha segnato il punto di rottura. Per gli autotrasportatori, ciò si traduce in un aumento dei costi operativi che rende insostenibile la prosecuzione delle attività. Per i cittadini, invece, lo sciopero potrebbe avere ripercussioni dirette: ritardi nelle consegne di beni essenziali, scaffali vuoti nei supermercati e possibili aumenti dei prezzi al consumo.

Unatras si è dichiarata pronta a portare avanti la mobilitazione fino a quando non verranno adottate misure concrete per garantire la sostenibilità economica del settore. L’organizzazione sottolinea che il trasporto su gomma rappresenta il pilastro della logistica nazionale, movimentando la quasi totalità delle merci in Italia. Ignorare le difficoltà degli autotrasportatori significa mettere a rischio l’intero sistema economico.

La protesta, che durerà cinque giorni, si preannuncia come un banco di prova per il Governo. Riuscirà Palazzo Chigi a trovare una soluzione capace di bilanciare le esigenze di bilancio con quelle di un settore strategico? La risposta potrebbe arrivare troppo tardi per evitare le conseguenze dello sciopero.

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