Bonus-maturità a rischio caos. Con quale punteggio occorrerà diplomarsi per ottenere i 10 punti di bonus previsto dall’ex-ministro Profumo? E per ottenerne 4? Sono stati appena pubblicati e già fanno discutere criteri che consentiranno agli studenti più bravi di raggranellare con il voto d’esame qualche punto per l’accesso alle facoltà a numero chiuso. Secondo il decreto dello scorso 24 aprile, per collegare la carriera scolastica all’accesso alle facoltà a numero programmato a livello nazionale, gli studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori che conseguiranno il diploma con almeno 80 centesimi potranno guadagnare da 4 a 10 punti che sommeranno all’esito del test nazionale per l’ammissione alle facoltà di Medicina, Odontoiatria, Veterinaria, Architettura e Professioni sanitarie.

Da quest’anno, infatti, la valutazione dei test d’ingresso nazionali cambia e sarà espressa in centesimi: 90 punti al quizzone che fa impazzire migliaia di aspiranti e 10 punti al diploma di maturità. Fino all’anno scorso il diploma non assegnava punti aggiuntivi per l’ammissione all’università e il test di ammissione valeva al massimo 80 punti. I criteri stabiliti dall’ex ministro Francesco Profumo dovevano essere pubblicati entro il mese di maggio. E ieri in tarda serata sono stati resi noti sul sito www.universitaly.it: guarda l’elenco

Ma la nuova norma rischia di creare disparità tra gli studenti anche della stessa città. Infatti in ogni scuola i punti di bonus verranno assegnati secondo range diversi: verranno infatti “attribuiti esclusivamente ai candidati che hanno ottenuto un voto di maturità almeno pari a 80/100, rapportato alla distribuzione in percentili dei voti ottenuti dagli studenti che hanno conseguito la maturità nella stessa scuola nell’anno scolastico 2011/12”. Tradotto: Per avere ad esempio il massimo  –  10 punti  –  occorrerà diplomarsi con un punteggio che l’anno scorso è stato superano soltanto dal 5 per cento degli studenti della medesima scuola. Mentre per ottenerne 8 di punti occorrerà raggiungere o superare il punteggio superato dal 10 per cento degli studenti dell’anno scorso. E così via.

Alcuni esempi delle disparità. Basta fare qualche esempio per chiarirsi le idee. A Roma, per acciuffare il massimo del bonus – 10 punti – basterà diplomarsi con appena 81 centesimi al liceo classico paritario Pirandello, mentre non basterà neppure diplomarsi con 100 e lode al classico statale Virgilio perché – per il complesso meccanismo di calcolo – gli studenti di questa scuola potranno ambire al massimo a 9 punti. Una circostanza che rischia, il prossimo anno, di creare un vero e proprio esodo verso le scuole paritarie, soprattutto da parte di coloro che ambiscono al camice bianco.

Uscendo dal liceo classico paritario Montini di Milano con 86 centesimi al diploma ci si aggiudica ben 10 punti di bonus. Votazione – 86 centesimi – che basterà appena per ottenerne 4 di punti al liceo classico statale Setti Carraro della città meneghina.

Insomma, il rischio di incongruenze è altissimo e che potrebbe indurre gli studenti a protestare e il ministro a bloccare il provvedimento in attesa di una rivisitazione del meccanismo di calcolo del bonus che cancelli le sperequazioni tra studenti di scuola anche della stessa città. Paradossalmente, saranno avvantaggiati quest’anno gli studenti delle scuole paritarie e degli istituti tecnici e professionali, che lo scorso anno si sono diplomati con votazioni inferiori rispetto ai liceali.

La Repubblica

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