Sabato 27 giugno, la Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo di Lamezia Terme sarà teatro di un evento di grande rilevanza sociale e culturale: la 2ª Giornata Diocesana insieme alle persone con disabilità. Organizzata dalla Diocesi di Lamezia Terme, l’iniziativa si propone come un momento di riflessione profonda sul tema dell’inclusione, coinvolgendo istituzioni, associazioni, famiglie e comunità locali in un dialogo aperto e costruttivo.
Tra i protagonisti dell’evento spicca la presenza del prof. Romano Pesavento, Presidente Nazionale del Coordinamento Nazionale dei Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU), invitato a intervenire come relatore. Il suo contributo, dal titolo “La comunità che sostiene”, si inserisce nel cuore del dibattito, offrendo una visione illuminante sul ruolo cruciale dell’educazione ai diritti umani per promuovere una cultura inclusiva e partecipativa.
Il tema scelto per il convegno, “La comunità che sostiene: famiglie e territorio per una inclusione autentica”, sottolinea l’importanza di un approccio integrato e collaborativo tra i diversi attori sociali. Per il CNDDU, l’inclusione non è solo un concetto astratto, ma un obiettivo concreto da perseguire attraverso l’impegno congiunto di scuola, istituzioni, famiglie e territorio. L’Associazione, da sempre in prima linea nella difesa dei diritti delle persone con disabilità, ribadisce la necessità di abbattere le barriere che limitano la piena partecipazione alla vita sociale, culturale e lavorativa.
L’intervento del prof. Pesavento si inserisce in un contesto che va oltre la semplice celebrazione, puntando a creare consapevolezza e a stimolare azioni concrete. La presenza del CNDDU in un evento di tale portata testimonia l’importanza di una formazione continua basata sui principi della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità e sugli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.
Non è un caso che la Diocesi di Lamezia Terme abbia scelto di porre al centro della propria agenda il tema dell’inclusione. In un mondo dove spesso la diversità viene percepita come ostacolo anziché come risorsa, iniziative come questa rappresentano un faro di speranza. La costruzione di una società più giusta e solidale richiede uno sforzo collettivo, basato sulla corresponsabilità e sull’impegno quotidiano di tutti i suoi membri.
Il CNDDU esprime il proprio apprezzamento per l’attenzione dimostrata dalla Diocesi verso i temi dei diritti umani e auspica che questo evento possa rappresentare un modello virtuoso per altre realtà ecclesiali e civili. Solo attraverso una rete collaborativa tra Chiesa, scuola, associazioni e territorio sarà possibile trasformare i principi dell’inclusione in una realtà concreta e tangibile per tutti.
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