In un recente incontro di informativa sindacale, i dirigenti MIUR hanno comunicato alle Organizzazioni Sindacali che i Dipartimenti della Funzione Pubblica e della Ragioneria Generale dello Stato hanno espresso parere negativo in ordine alla stipula dell’ipotesi di accordo del 12.5.2011, riguardante la regolamentazione a carattere permanente dei criteri, procedure e modalità di attribuzione al personale a.t.a. delle cosiddette “posizioni economiche” (ex sequenza contrattuale 25.7.2008).

Il Segretario Generale della Cisl Scuola, Francesco Scrima, è prontamente intervenuto presso il MIUR attraverso una specifica nota con la quale – denunciando in premessa il forte disappunto per la mancanza di coinvolgimento sindacale nel “carteggio” sull’argomento tra le varie suddette Amministrazioni – si ritiene di dover proporre alcune considerazioni circa i rilievi mossi.

  • L’accordo in questione non avrebbe dovuto essere assoggettato alla procedura di certificazione prevista dall’articolo 40-bis del decreto legislativo 165/01.
  • Conseguentemente, i contenuti dell’accordo – come d’altra parte evidenziato anche da parte del MIUR nel su citato “carteggio” – avrebbero potuto essere adottati anche con atto amministrativo unilaterale. Essi, infatti, hanno carattere meramente organizzativo e di gestione, non introducendo alcun elemento innovativo/modificativo rispetto a quanto stabilito negli accordi del 2008 e del 2009.
  • Non si condividono le argomentazioni secondo le quali «le posizioni economiche che si intendono attribuire rappresentano, in ogni caso una forma di progressione economica di carriera, stante il conferimento di un aumento fisso (quindi permanente) della retribuzione». L’interpretazione fornita dal Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, infatti, non considera che il trattamento retributivo corrisposto in relazione alle posizioni economiche previste dai richiamati accordi, è connesso strettamente allo svolgimento di ulteriori e più complesse mansioni, ivi compresa la sostituzione del DSGA.

E’ inaccettabile l’incertezza che si sta determinando per i lavoratori interessati che rischiano la restituzione di somme legittimamente percepite in quanto previste e coperte contrattualmente senza alcun aggravio di costi, senza contare la possibilità di riduzione della qualità e dell’efficienza del servizio per il venir meno di misure incentivanti pattuite.

La Cisl Scuola, pertanto, ritiene ineludibile un’immediata e forte assunzione di iniziativa ministeriale affinché siano confermati gli accordi sottoscritti.

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