90 euro in busta paga dal 1° maggio 2026, migliaia di lavoratori del settore cineaudiovisivo riceveranno un aumento in busta paga pari a 90 euro lordi mensili per il livello medio di riferimento, con importi proporzionati per gli altri livelli contrattuali. L’accordo, raggiunto il 14 aprile 2026 tra le associazioni datoriali – Confartigianato Cinema e Audiovisivo, CNA Cinema e Audiovisivo, CASARTIGIANI e CLAAI – e le organizzazioni sindacali SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL, rappresenta una boccata d’ossigeno per un comparto che attende da anni il rinnovo del contratto collettivo nazionale.
Tuttavia, è bene chiarire che non si tratta di un aumento definitivo. L’importo rappresenta un Acconto su futuri aumenti contrattuali (Afac), una misura transitoria che anticipa parte degli incrementi economici che verranno definiti nel rinnovo complessivo del contratto. Una soluzione che, pur non essendo risolutiva, ha il merito di rispondere almeno in parte alle esigenze immediate dei lavoratori, molti dei quali si trovano a fronteggiare un costo della vita sempre più elevato.
L’intesa riguarda tutti i dipendenti delle aziende che applicano il contratto collettivo nazionale del settore cineaudiovisivo, includendo imprese di produzione, distribuzione, post-produzione e teatri di posa. Per gli apprendisti e i lavoratori part-time, gli importi saranno calcolati rispettivamente secondo le percentuali già previste e in proporzione all’orario di lavoro. La misura mira a garantire un minimo sollievo economico senza attendere ulteriormente la chiusura delle trattative per il rinnovo completo.
Ma se da una parte l’aumento rappresenta un segnale positivo, dall’altra non si può ignorare il fatto che il contratto nazionale sia scaduto ormai da oltre cinque anni. Questa situazione di stallo non è solo un problema tecnico: è un riflesso di una difficoltà più ampia nel settore a trovare un equilibrio tra le esigenze dei lavoratori e quelle delle imprese, spesso strette tra margini sempre più ridotti e una competizione feroce.
Il mondo del cineaudiovisivo, già messo a dura prova dalla pandemia e dalle trasformazioni tecnologiche in corso, merita attenzione non solo per l’importanza culturale che riveste, ma anche per il ruolo economico che gioca nel panorama italiano. La precarietà delle condizioni lavorative di molti addetti al settore – dalle troupes sui set cinematografici ai tecnici di post-produzione – è una questione che non può più essere rimandata.
Le parti sociali torneranno al tavolo delle trattative già a partire da maggio. L’obiettivo dichiarato è chiaro: arrivare a un rinnovo contrattuale che non si limiti a tamponare le urgenze immediate ma che sappia guardare al futuro del settore con una visione più ampia e strutturata. Per ora, però, l’aumento di maggio è solo un piccolo passo in un cammino ancora lungo e pieno di ostacoli.
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