Roberto Saviano, celebre scrittore e osservatore acuto delle dinamiche sociali, in un intervista realizzata per OS, ha offerto una riflessione pungente sul tema dell’aggressività tra i giovani, evidenziando come questa sia ormai percepita come una modalità relazionale ordinaria. “Il problema è che l’aggressività non viene riconosciuta come anomala. Non si cerca di convincere l’altro, ma di prevalere su di lui”, ha dichiarato durante un’intervista.
Un ruolo determinante in questa trasformazione lo giocano i social media, che amplificano la portata delle azioni denigratorie. “Un tempo, un’offesa restava circoscritta; oggi, grazie ai mezzi digitali, il dolore viene decuplicato e normalizzato”, ha sottolineato Saviano, descrivendo un contesto in cui il bullismo diventa una prassi pubblica.
Alla radice di tali comportamenti si cela spesso un senso di inadeguatezza, alimentato dalla pressione estetica e dai modelli di consumo. “I brand non vendono solo prodotti, ma appartenenza e identità, creando un circolo vizioso che genera rabbia repressa”, ha aggiunto lo scrittore.
La scuola tenta di colmare queste lacune emotive, ma si scontra con una società dominata dalla competizione. “L’empatia rischia di essere percepita come debolezza”, conclude Saviano, evidenziando una frattura che richiede urgente attenzione.
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