La Commissione Cultura della Camera ha approvato il testo base, già passato al Senato, relativo agli assistenti alla comunicazione per gli studenti con disabilità. Tuttavia, il provvedimento solleva preoccupazioni significative. Durante le audizioni, esperti e rappresentanti del settore hanno evidenziato criticità che non possono essere ignorate.
La principale contestazione riguarda l’assenza di una regia nazionale. Le competenze vengono delegate agli enti locali, con il rischio concreto di creare disparità territoriali. In altre parole, i diritti degli studenti e dei lavoratori potrebbero variare a seconda del codice di avviamento postale. È un sistema che rischia di istituzionalizzare le disuguaglianze, anziché combatterle.
Gaetano Amato, deputato del Movimento 5 Stelle, ha espresso un giudizio severo sul provvedimento: “Se l’obiettivo è garantire diritti, perché non costruire un sistema uniforme a livello nazionale? Delegare tutto agli enti locali significa accettare che la qualità del servizio e le tutele dipendano dal territorio”.
In un contesto scolastico che dovrebbe promuovere equità e inclusione, questa scelta politica sembra andare nella direzione opposta. La questione merita un approfondimento serio e un confronto più ampio per evitare che il diritto all’istruzione diventi una questione di geografia.
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