Visita fiscale, nuove fasce orarie, non si arresta la persecuzione dei lavoratori del pubblico impiego

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1 Response

  1. Simonetta ha detto:

    Salve, sono una dipendente del Ministero dell’Interno; ho percorso in lungo e in largo il web alla ricerca di altre persone…ops…”dipendenti pubblici” indignati come me e, ad oggi, ho trovato solo voi. Sposo pienamente il punto di vista sulle modalità vessatorie di uno Stato che tratta, ex ante, da perfetti criminali i propri collaboratori, ai quali non viene nemmeno riconosciuto il “diritto” di ammalarsi, come a ogni altra umana creatura. Non vengono rinnovati i contratti fermi da quasi dieci anni, con le drammatiche conseguenze economiche derivanti a una categoria di lavoratori che percepiscono, in media, 1.100/1.200 euro mensili, ma si investono milioni di euro nel perseguirla alla stregua del “pericolo pubblico numero 1”; in realtà, esistono persone in libertà vigilata per la commissione di reati, che non sono soggetti a controlli così rigorosi o, come più correttamente li definite voi, a una vera e propria persecuzione. Mi sento delusa, sfiduciata, umiliata e denigrata E, in verità, ciò che però più mi perplime e mi sconforta, è il silenzio delle associazioni sindacali e dei colleghi, quasi fosse giusto e legittimo, per lo Stato, infliggerci questo trattamento oltraggioso e iniquo.

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