La FLC CGIL lancia, dopo poche settimane, nuovamente l’allarme sulla scuola dell’infanzia.

In una fase di crisi è necessario che lo Stato assuma alcune priorità. La scuola dell’infanzia è una di queste. È necessario trovare risorse ad hoc per riavviare il percorso di generalizzazione.

Ma è anche importante cogliere il grido di aiuto che viene da tanti enti locali che non riescono più a garantire l’offerta pubblica comunale e chiedono di statalizzare le loro scuole. Secondo un monitoraggio effettuato su alcune regioni dalla FLC CGIL sono alcune centinaia le sezioni e a volte intere scuole che si richiede che vengano passate allo Stato. A solo titolo esemplificativo: 39 sezioni a Bologna, 5 a Parma, 105 sezioni in Toscana, piuttosto che 45 sezioni in Lombardia….

La FLC CGIL chiede quindi una risposta pubblica statale. Occorre:

  • riavviare il processo di generalizzazione. Aumentare del 10% il numero di sezioni di scuola statale attualmente funzionanti, vale a dire 2500 sezioni all’interno di un piano quinquennale che preveda l’apertura di 500 sezioni l’anno.
  • istituzionalizzare l’obbligo di frequenza del terzo anno per poi arrivare all’obbligatorietà di tutto il percorso, secondo l’idea di un segmento 3-18, come previsto dal Piano del Lavoro della CGIL.

Infine la FLC CGIL ritiene indispensabile per dare una risposta concreta anche agli enti locali, prevedere un’intesa nazionale con tutti gli attori istituzionali interessati (Stato, regioni, enti locali) che possa superare la frammentazione territoriale, per mettere in campo sinergie e risorse aggiuntive finalizzate a consolidare ed estendere questo punto di qualità del segmento istruzione.

Inoltre, la FLC CGIL in ossequio all’art. 33 della Costituzione e a fronte del dibattito che si è aperto a Bologna sull’utilizzo delle risorse pubbliche per il finanziamento alle scuole paritarie a gestione privata, nel sostenere le ragioni del Comitato art. 33, promotore del referendum consultivo di cui fa parte la stessa FLC CGIL di Bologna, ritiene che la scuola pubblica, laica, inclusiva, a partire dall’infanzia, sia bene comune e diritto indisponibile, che lo Stato e le amministrazioni pubbliche debbano garantire ai propri cittadini. La portata del referendum consultivo sul finanziamento comunale alle scuole paritarie parla all’intero Paese per dare un forte segnale di discontinuità contro i continui tagli alla scuola pubblica. Dalla grande prova di democrazia di Bologna può ripartire un’ampia mobilitazione che rivendichi dal governo e dalle amministrazioni locali la centralità delle risorse pubbliche nel garantire a tutti il diritto costituzionale all’istruzione.

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