Un ragazzo su cinque è vittima del bullismo, ma ha paura di denunciare

Voltarsi e scappare. Non intervenire. Meglio evitare guai e ringraziare il cielo che stavolta non sia toccato a te. È impietosa la fotografia scattata dall’ultima indagine di Telefono Azzurro sul bullismo giovanile. Un ragazzo su cinque è vittima di episodi di bullismo (e la metà dei casi avviene a scuola) o di cyberbullismo, dove il terreno dell’aggressione è la Rete, il web, con conseguenze spesso drammatiche. Ma uno su due si disinteressa del problema, se si trova ad assistere come testimone a un episodio. Perché, dichiara, ha paura o non sa come comportarsi, non sa cosa fare per evitare o almeno arginare quella violenza, fisica o verbale che sia. Così preferisce fingere di non vedere.
«Purtroppo sono molti i testimoni passivi» commenta Monica Vivona, psicologa dell’età evolutiva, tra i fondatori dello studio LiberaMente. «Questo è il frutto dei modelli sociali che questi ragazzi respirano ogni giorno: individualismo sfrenato, affermazione a tutti i costi, pensare solo a sé, al proprio benessere, alla propria incolumità».
L’indagine è stata svolta su oltre cinquemila studenti di tutta Italia, in età compresa tra i dodici e i diciotto anni, e fa parte di un progetto europeo che vede coinvolti, oltre all’Italia, altri cinque Paesi (Grecia, Estonia, Lettonia, Lituania e Bulgaria). «Un’indagine che contribuisce a fare luce non soltanto sulle vittime ma anche sugli altri protagonisti del bullismo: i testimoni» spiegano i responsabili di Telefono Azzurro. Ancora la dottoressa Vivona: «In realtà ce ne sono molti altri. C’è chi aiuta il bullo, chi lo sostiene ridendo, incoraggiandolo. E chi finge di non vedere. Solo cominciando a trasmettere valori di condivisione, di rispetto e di solidarietà si può invertire la tendenza all’aumento dei fenomeni di bullismo». L’ultimo consiglio è per i ragazzi: parlare. Con chiunque, genitori, insegnanti, amici, ma parlare. Vittime e testimoni. Le ferite del bullismo aumentano se non si possono condividere, senza vergogna, senza paura. Agli adulti il compito di intervenire. Senza voltarsi.

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