Le tabelle definitive per la sottoscrizione della parte economica del nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per il comparto Istruzione e Ricerca, relativa al triennio 2025-2027, rappresentano un piccolo passo avanti per la tutela economica di docenti e personale ATA. La firma, avvenuta lo scorso 1° aprile 2026, segna un avanzamento significativo, ma la strada verso l’accreditamento degli arretrati è ancora lunga.
Gli adempimenti tecnici che seguiranno, tra cui il controllo della Corte dei Conti e le verifiche di compatibilità finanziaria, sono indispensabili per garantire la piena attuazione del rinnovo contrattuale. L’obiettivo dichiarato è concludere il processo entro giugno, consentendo così ai lavoratori di ricevere gli importi spettanti prima dell’estate. Tuttavia, permangono incertezze sui tempi esatti, soprattutto per coloro che andranno in pensione dal prossimo settembre.
Pensionamenti e liquidazioni: un nodo da sciogliere
Un aspetto critico riguarda il personale che si appresta a lasciare il servizio. Se la firma definitiva del contratto dovesse tardare oltre giugno, il calcolo pensionistico per chi va in pensione dal 1° settembre rischia di essere effettuato sugli stipendi precedenti. Questo comporterebbe un ricalcolo successivo da parte dell’INPS, con inevitabili ritardi nell’adeguamento degli importi pensionistici.
Per quanto riguarda la liquidazione del TFS/TFR, il rinnovo contrattuale avrà un impatto solo sull’anno di uscita dal servizio. Ad esempio, chi ha lasciato nel 2025 riceverà l’aggiornamento relativo solo a quell’anno, mentre chi andrà in pensione nel 2026 beneficerà anche degli aumenti previsti per l’anno successivo.
Gli arretrati: calcoli e cifre
Gli arretrati spettanti ai lavoratori del comparto scuola sono calcolati tenendo conto degli aumenti mensili previsti dal contratto, della tredicesima e della vacanza contrattuale già erogata. Per l’anno 2025, il conteggio include dodici mesi più la tredicesima, mentre per il 2026 si considerano solo i primi sei mesi, ipotizzando la firma definitiva entro giugno.
Gli importi lordi variano a seconda dell’anzianità di servizio e del profilo professionale. Per i docenti, gli arretrati oscillano tra circa 694 euro per gli insegnanti di infanzia e primaria fino a oltre 1.168 euro per quelli delle scuole secondarie di secondo grado. Il personale ATA vede cifre comprese tra i 540 euro dei collaboratori scolastici e oltre 1.200 euro per i DSGA (funzionari ad elevata qualificazione).
Arretrati, emissione straordinaria a maggio?
Nonostante le speranze di un accredito anticipato degli arretrati tramite un’emissione straordinaria a maggio, tale ipotesi appare improbabile. La conclusione dell’intero iter contrattuale entro il 20 aprile sarebbe stata una condizione necessaria per procedere in tal senso. È più realistico prevedere l’accredito entro l’estate, una volta completate tutte le verifiche tecniche.
Il rinnovo contrattuale rappresenta un passo importante per garantire diritti economici adeguati ai lavoratori della scuola. Tuttavia, l’incertezza sui tempi di erogazione degli arretrati e sulle implicazioni per i pensionamenti lascia spazio a riflessioni critiche. La speranza è che le istituzioni competenti accelerino i processi burocratici per evitare ulteriori ritardi.
Leggi anche:
Bonus Matrimonio 2026: Cosa c’è di vero e cosa aspettarsi?
Rinnovo del contratto, novità per l’uso delle AI e smart working
Segui InformazioneScuola iscrivendoti ai nostri canali social
Aggiungici fra le ricerche preferite (Ricerche Preferite)
Iscriviti al gruppo Telegram: Contatta @informazionescuola
Iscriviti alla pagina Facebook
