Da quest’anno, ottenere il bonus da 1.000 euro per i nuovi nati, grazie alle semplificazioni volute dall’INPS, è diventato più semplice. Merito delle nuove regole sull’ISEE, che introducono un calcolo specifico per le prestazioni familiari e per l’inclusione. Un cambiamento che punta ad ampliare la platea dei beneficiari, con un’attenzione particolare verso le famiglie con redditi medio-bassi. Ma come funziona esattamente questa novità?
Bonus 1000 euro e ISEE
L’ISEE, ovvero l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente, è lo strumento attraverso cui l’INPS misura la condizione economica dei nuclei familiari per determinare l’accesso a bonus 1000 euro e le altre agevolazioni. La legge n. 199 del 30 dicembre 2025 ha introdotto un ISEE “mirato” per le prestazioni dedicate alle famiglie, come il bonus nuovi nati, che prevede criteri di calcolo più vantaggiosi.
Tra le novità principali c’è quindi anche la possibilità di “neutralizzare” alcune voci di reddito, come gli importi percepiti per l’Assegno Unico Universale (AUU). Questo significa che tali somme non vengono conteggiate nel calcolo del valore ISEE, riducendo di fatto il reddito dichiarato e rendendo più accessibili i benefici.
Bonus nuovi nati e semplificazioni
Il bonus nuovi nati, pari a 1.000 euro una tantum, è destinato alle famiglie con un ISEE inferiore a 40.000 euro. Deve essere richiesto entro 120 giorni dalla nascita, adozione o affidamento del figlio. Grazie al nuovo metodo di calcolo, molte famiglie che prima superavano la soglia ora possono rientrarvi. Un esempio pratico fornito dall’INPS nella circolare n. 45 del 10 aprile 2026 illustra come, con un ISEE di partenza pari a 41.000 euro, l’esclusione di 1.000 euro derivante dall’AUU consenta di scendere sotto il limite richiesto per accedere al bonus.
Ma non è tutto. Le modifiche introdotte dal Governo prevedono anche un adeguamento delle scale di equivalenza per i nuclei più numerosi e una maggiore franchigia sulla prima casa, che arriva fino a 120.000 euro nelle grandi città metropolitane. Inoltre, la maggiorazione di 2.500 euro per l’Assegno Unico, finora riservata ai nuclei con almeno tre figli, viene anticipata al secondo figlio.
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