Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, ci ha lasciato all’età di 76 anni, portando con sé una storia fatta di intuizioni geniali, battaglie culturali e un impegno instancabile per valorizzare il cibo come espressione di identità e territorio. La sua eredità non si limita a progetti concreti come il Salone del Gusto o l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, ma si estende a un paradigma che ha ridefinito il rapporto tra uomo, natura e cultura alimentare.
Petrini era un uomo capace di trasformare idee in azione con una rapidità e una determinazione che lo rendevano unico. La sua visione non conosceva confini: partiva dal locale per abbracciare il globale, facendo del “glocal” il suo manifesto. Nonostante le critiche ricevute per alcune posizioni controverse, il suo lavoro ha seminato fiducia e consapevolezza, influenzando generazioni di produttori, consumatori e ristoratori.
Con Carlo Petrini se ne va un seminatore di idee, un leader che ha saputo ispirare e mobilitare. La sua figura rimarrà indelebile, come simbolo di un cambiamento culturale che continua a germogliare nel cuore della società.
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