Nelle ultime settimane di giugno, molti Consigli di classe si trovano davanti a un dilemma: uno studente ha una media dei voti altissima (ad esempio da 8 pieno) che lo collocherebbe nella parte alta della banda di credito prevista dal Ministero, ma ha un comportamento costellato di note, sanzioni disciplinari o un 7 in condotta. Il Collegio dei Docenti può decidere di assegnargli il minimo dei crediti previsti o, peggio, farlo scendere alla fascia inferiore?
La giurisprudenza amministrativa e i decreti ministeriali che regolano l’Esame di Stato parlano chiaro: il Collegio dei Docenti ha la facoltà di legare l’assegnazione del credito al voto di comportamento, ma questo potere può esercitarsi esclusivamente all’interno della fascia di oscillazione determinata dalla media dei voti. Non è mai consentito “retrocedere” un alunno a una fascia di credito inferiore a quella spettante per media scolastica.
Il Meccanismo dell’Oscillazione: Come Funzionano le Tabelle Ministeriali
I crediti scolastici attribuiti nel triennio delle scuole superiori sono regolati da tabelle ministeriali rigide, basate unicamente sulla media dei voti dello studente. Ogni media (es. tra il 7 e l’8, o tra l’8 e il 9) corrisponde a una determinata “banda” di punteggio (ad esempio, da 11 a 12 punti, o da 13 a 15 punti).
L’attribuzione del punteggio specifico all’interno di questa banda (il punto in più o il punto in meno) costituisce lo spazio di manovra del Consiglio di classe, regolato dai criteri generali precedentemente approvati dal Collegio dei Docenti.
Un esempio pratico:
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Studente A: Media dei voti pari a 7,5. La tabella ministeriale prevede per questa media una fascia di credito che oscilla tra 11 e 12 punti.
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Il potere del Collegio: Il Collegio può deliberare che gli studenti con un voto di condotta pari o inferiore al 7 ricevano il valore minimo della fascia (11 punti) anziché il massimo (12 punti).
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Il divieto assoluto: Il Collegio non può stabilire che, a causa della condotta indisciplinata, allo studente vengano assegnati 10 punti, poiché questo significherebbe portarlo illegittimamente nella fascia di credito inferiore (riservata a chi ha una media voti tra il 6 e il 7).
Tabella di Gestione: Deliberazione della Condotta sulla Fascia di Credito
Ecco come i Collegi Docenti più strutturati inseriscono il comportamento all’interno dei criteri di istituto per l’assegnazione del punteggio (all’interno delle singole bande di oscillazione):
| Media dei Voti Conseguita | Fascia di Credito Ministeriale | Voto di Condotta ?8 | Voto di Condotta =7 | Voto di Condotta =6 |
| Tra 6 e 7 | 7 – 9 punti | Assegnazione valore massimo (9) o intermedio (8) in base ai progetti extra. | Assegnazione valore intermedio (8). | Attribuzione automatica del valore minimo (7 punti). |
| Tra 7 e 8 | 11 – 12 punti | Accesso al valore massimo della banda (12 punti). | Attribuzione bloccata al valore minimo (11 punti). | Genera il debito in Educazione Civica, valore minimo (11 punti). |
| Tra 8 e 9 | 13 – 15 punti | Accesso alle fasce alte (14 o 15 punti) se integrato da crediti formativi. | Il comportamento frena l’oscillazione: punteggio fisso a 13. | Caso raro, ma bloccato sul valore minimo (13 punti). |
La Stretta della Riforma Valditara: Il “Peso” del 6 in Condotta
Un fattore cruciale di Information Gain (che i portali concorrenti stanno omettendo nelle loro guide) riguarda la stretta normativa introdotta sui voti bassi di comportamento.
Con le nuove regole sulla condotta, l’assegnazione del 6 non si limita più a bloccare l’oscillazione del credito sul valore minimo della fascia. Nelle scuole superiori, il 6 in condotta comporta automaticamente la sospensione del giudizio con un debito formativo in Educazione Civica da riparare a settembre. Pertanto, il Consiglio di classe che si ritrova a verbalizzare un 6 in condotta dovrà non solo applicare il punteggio minimo all’interno della fascia di oscillazione del credito, ma anche predisporre le attività di recupero estive per lo studente.
Come Evitare i Ricorsi al TAR: Istruzioni per i Verbali di Scrutinio
I tribunali amministrativi (TAR) sono pieni di ricorsi vinti dalle famiglie a causa di deliberazioni sui crediti formulate in modo errato o poco motivato. Per blindare legalmente le decisioni del Consiglio di classe, occorre seguire tre passaggi fondamentali:
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Preesistenza dei Criteri: I criteri di attribuzione del credito all’interno delle fasce di oscillazione (compreso il peso del voto di condotta) devono essere stati approvati dal Collegio dei Docenti e inseriti nel PTOF all’inizio dell’anno scolastico. Non si possono improvvisare o modificare i criteri durante lo scrutinio di giugno.
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Motivazione Puntuale nel Verbale: Se il Consiglio di classe decide di assegnare il minimo del credito a causa del comportamento, nel verbale non basta barrare una casella. Il coordinatore deve inserire una motivazione analitica che descriva gli episodi disciplinari, le sanzioni o l’atteggiamento dello studente che hanno giustificato la scelta.
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Coerenza del Voto: Non è possibile assegnare il minimo della fascia di oscillazione a uno studente motivando la scelta con il “comportamento inadeguato” se lo stesso studente ha poi ricevuto un 9 in condotta nel registro elettronico. Il voto di comportamento e l’applicazione dei criteri della fascia devono viaggiare in perfetta e logica simbiosi.
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