Fino all’anno scolastico 2025/2026, l’intelligenza artificiale nella scuola era terra di nessuno: ogni docente usava ChatGPT o altri strumenti come meglio credeva, ogni istituto improvvisava regole proprie, e la responsabilità era distribuita in modo opaco. Il 29 agosto 2025 il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha pubblicato le Linee Guida per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nelle Istituzioni scolastiche (DM n. 166/2025) — il primo quadro organico ufficiale che cambia radicalmente le regole del gioco.
Da allora, con il DM n. 166/2025 e l’applicazione progressiva dell’AI Act europeo, l’adozione di sistemi di IA non è più una scelta discrezionale, ma un processo da governare con competenza, responsabilità e piena conformità normativa.
Per l’A.S. 2026-2027 questo significa una cosa concreta: ogni istituto scolastico che intende usare strumenti di IA in modo strutturato — in classe, in segreteria, nella valutazione — deve dotarsi di un Progetto Operativo IA, il documento che trasforma le indicazioni ministeriali in azione didattica e amministrativa verificabile.
Cos’è il Progetto Operativo IA e perché non è opzionale
Il Progetto Operativo IA non è un documento burocratico aggiuntivo. È il punto di convergenza tra tre obblighi distinti che gravano sulla scuola a partire dall’A.S. 2026-2027:
Obbligo 1 — AI Act europeo: formazione obbligatoria dal 2 agosto 2026 L’AI Act attribuisce al dirigente scolastico, in qualità di responsabile legale dell’istituto, il compito di garantire che tutti coloro che operano sotto la sua responsabilità ricevano la formazione necessaria sui rischi legati alle applicazioni di intelligenza artificiale adottate. Ogni figura — dal dirigente al docente, dal personale amministrativo allo studente — deve ricevere contenuti adeguati alle proprie responsabilità. Senza un documento che pianifichi e tracci questa formazione, la scuola non è conforme.
Obbligo 2 — DM 166/2025: governance istituzionale dell’IA Le linee guida raccomandano ai dirigenti tre azioni specifiche entro l’anno scolastico 2025/2026: approvare formalmente una politica di uso dell’AI (AI Acceptable Use Policy) in Consiglio di Istituto; nominare un referente AI interno o identificare chiaramente le responsabilità nell’organigramma esistente; e garantire che il Piano di Formazione del Personale includa moduli specifici sull’AI per tutti i profili professionali dell’istituto.
Obbligo 3 — DM 219/2025 e PNRR: rendicontazione dei fondi Il Decreto Ministeriale N. 219 dell’11 novembre 2025 destina 100 milioni di euro per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nelle scuole italiane, con finanziamenti fino a 50.000 euro per scuola. Le scuole che accedono a questi fondi devono rendicontare le attività svolte — e il Progetto Operativo IA è il documento che rende rendicontabili le azioni.
Il Progetto Operativo IA è quindi il documento che unifica questi tre obblighi in un unico strumento gestibile, evitando al dirigente di produrre documentazione ridondante per ogni adempimento separato.
La differenza tra Linee Guida, ePolicy e Progetto Operativo IA
Prima di capire cosa scrivere, è utile chiarire cosa il Progetto Operativo IA non è — perché spesso questi tre documenti vengono confusi:
| Documento | Cosa è | A chi serve | Quando |
|---|---|---|---|
| Linee Guida MIM (DM 166/2025) | Il quadro normativo nazionale | Riferimento per tutte le scuole | Già pubblicato — agosto 2025 |
| ePolicy / AI Acceptable Use Policy | Le regole interne dell’istituto sull’uso dell’IA | Docenti, studenti, famiglie | Da approvare in Consiglio di Istituto |
| Progetto Operativo IA | Il piano d’azione concreto per l’A.S. 2026-2027 | Dirigente, DSGA, referente digitale | Da redigere entro settembre 2026 |
La distinzione è importante: la maggior parte delle scuole ha l’ePolicy, ma poche hanno protocolli operativi chiari per quando scoppia un caso. Il Progetto Operativo IA colma esattamente questo vuoto: non si limita a dire cosa è consentito, ma descrive come si fa, chi lo fa e come si verifica.
La struttura del Progetto Operativo IA: le 7 sezioni obbligatorie
Sulla base del framework implementativo delle Linee Guida MIM e dei requisiti dell’AI Act, il Progetto Operativo IA per l’A.S. 2026-2027 deve contenere almeno queste sette sezioni.
Sezione 1 — Analisi del contesto e audit iniziale
Prima di scrivere qualsiasi piano, la scuola deve fare un inventario onesto della situazione attuale. L’implementazione delle Linee Guida IA Scuola richiede un approccio strutturato in 5 fasi: audit iniziale, valutazione d’impatto (FRIA), formazione del personale su DigComp 2.2, implementazione graduale con progetti pilota e monitoraggio continuo.
L’audit iniziale deve rispondere a queste domande:
- Quali strumenti di IA vengono già usati nell’istituto (da docenti, studenti, segreteria)?
- Esiste una mappatura dei fornitori di software che utilizzano componenti IA?
- Qual è il livello di competenza digitale del personale (rilevato con DigComp 2.2)?
- Sono presenti studenti con BES/DSA che potrebbero beneficiare o essere penalizzati dall’IA?
- Quali dati personali vengono trattati dagli strumenti IA già in uso?
Questa sezione si redige con un questionario somministrato al personale e una mappatura degli strumenti software della scuola.
Sezione 2 — Valutazione d’impatto (FRIA) e conformità GDPR
Il Dirigente Scolastico, con il supporto del DSGA, deve effettuare una valutazione preventiva d’impatto sui diritti fondamentali (FRIA) prima dell’adozione, scegliere strumenti conformi ai requisiti etici, tecnici e normativi, monitorare nel tempo il funzionamento dei sistemi e conservare la documentazione per audit e verifiche delle autorità competenti.
La FRIA (Fundamental Rights Impact Assessment) è la valutazione che verifica se i sistemi IA adottati dalla scuola potrebbero ledere diritti fondamentali — privacy degli studenti, non discriminazione, equità nella valutazione. Non è un documento complesso: per la maggior parte delle scuole si tratta di una checklist di conformità che analizza ogni strumento IA in uso rispetto a cinque criteri (trasparenza, minimizzazione dei dati, supervisione umana, reversibilità delle decisioni, non discriminazione).
In questa sezione va inserita anche la verifica di compatibilità GDPR di ogni strumento IA, con riferimento ai trattamenti dati già mappati nel Registro del Titolare.
Sezione 3 — Obiettivi didattici e aree di intervento prioritarie
Il Ministero mette a disposizione indicazioni per definire un progetto di IA, individuare le aree prioritarie — didattica personalizzata, amministrazione, supporto all’inclusione — e selezionare i casi d’uso da implementare. Si suggerisce un approccio partecipativo: ogni scuola deve analizzare i propri bisogni, coinvolgere docenti, studenti, famiglie e altri stakeholder nel disegno del progetto, e pianificare attentamente costi, tempi, rischi e obiettivi.
Per l’A.S. 2026-2027, le aree di intervento su cui il MIM concentra le priorità sono quattro:
Area A — Didattica personalizzata (priorità alta) Uso dell’IA per adattare percorsi di apprendimento agli stili cognitivi degli studenti. Casi d’uso concreti: piattaforme adattive per matematica e lingua italiana, generazione automatica di esercizi differenziati per livello, feedback personalizzato su elaborati scritti.
Area B — Supporto all’inclusione BES/DSA (priorità alta) Strumenti IA per la sintesi vocale avanzata, la semplificazione dei testi, la generazione di mappe concettuali automatiche. Il DM 166/2025 esplicita che l’IA deve essere uno strumento di equità, non di ulteriore separazione.
Area C — Sviluppo delle competenze digitali degli studenti (priorità alta) L’applicazione pratica dell’IA coinvolgerà in primo luogo la didattica quotidiana, diventando uno strumento fondamentale per il potenziamento delle materie STEM. Il Ministero intende incentivare l’uso delle tecnologie più avanzate per rendere l’insegnamento scientifico maggiormente efficace. All’interno del sistema INVALSI verrà introdotta la rilevazione delle competenze digitali dei ragazzi, procedendo in modo graduale e su base campionaria.
Area D — Amministrazione e gestione scolastica (priorità media) Automazione di processi routinari: gestione delle assenze, comunicazioni alle famiglie, pianificazione degli orari, supporto alla stesura di documenti istituzionali.
Sezione 4 — Piano di formazione del personale
L’AI Act impone una formazione mirata con approcci modulari e differenziati in base ai ruoli ricoperti all’interno dell’istituto. Un aspetto cruciale è la tracciabilità: ogni istituto deve tenere un registro aggiornato dei partecipanti ai percorsi formativi, per dimostrare concretamente di aver adempiuto all’obbligo normativo. Questa documentazione diventa essenziale in caso di verifiche o contestazioni.
Il Piano di Formazione del Progetto Operativo IA deve articolarsi per profilo:
| Profilo | Contenuti minimi | Ore minime | Strumento |
|---|---|---|---|
| Dirigente scolastico | AI Act, responsabilità deployer, FRIA, governance | 6 ore | Corso PNRR o formazione accreditata |
| DSGA | GDPR+IA, trattamento dati, audit documentale | 4 ore | Corso PNRR o webinar MIM |
| Docenti | Uso didattico IA, valutazione etica, DigComp 2.2 | 8 ore | Corsi 18App, DM 219, piattaforma Unica |
| Personale ATA | Uso consapevole strumenti IA, sicurezza dati | 3 ore | Webinar interno o corso breve accreditato |
| Studenti | Pensiero critico sull’IA, uso responsabile, privacy | Integrato in curricolo | Attività didattiche strutturate |
Le scuole ammesse al finanziamento del DM 219/2025 possono usare i fondi (fino a 50.000 €) per coprire integralmente questa formazione — includendo docenti, ATA, dirigenti e studenti in un unico progetto rendicontabile.
Sezione 5 — Casi d’uso selezionati e strumenti adottati
Questa è la sezione più operativa del documento. Per ogni strumento IA che l’istituto intende adottare o già utilizza, va compilata una scheda con:
- Nome dello strumento e fornitore
- Categoria AI Act (rischio minimo, limitato, alto)
- Finalità d’uso nell’istituto
- Dati trattati e base giuridica
- Misure di sicurezza adottate
- Responsabile della supervisione (docente referente o DSGA)
- Modalità di revisione periodica
Esempio di scheda per uno strumento comune:
| Campo | Valore esempio |
|---|---|
| Strumento | ChatGPT (OpenAI) |
| Categoria AI Act | Rischio limitato |
| Uso nell’istituto | Supporto alla scrittura elaborati, brainstorming in classe |
| Dati trattati | Testi inseriti dagli studenti (no dati personali sensibili) |
| Base giuridica | Interesse legittimo — uso didattico sotto supervisione docente |
| Supervisione | Docente presente durante l’utilizzo |
| Revisione | Semestrale — verifica conformità aggiornamenti OpenAI |
Sezione 6 — Cronoprogramma A.S. 2026-2027
| Fase | Periodo | Attività | Responsabile |
|---|---|---|---|
| Avvio | Settembre 2026 | Approvazione Progetto in Consiglio di Istituto, nomina Referente IA | Dirigente |
| Formazione | Ottobre – dicembre 2026 | Percorsi formativi personale docente e ATA | DSGA + referente IA |
| Pilota | Novembre 2026 – gennaio 2027 | Sperimentazione casi d’uso selezionati in classi pilota | Docenti referenti |
| Monitoraggio | Febbraio – aprile 2027 | Raccolta dati di impatto, revisione FRIA | Referente IA |
| Valutazione | Maggio – giugno 2027 | Report finale, aggiornamento Progetto per A.S. 2027-2028 | Dirigente + referente IA |
Sezione 7 — Indicatori di monitoraggio e valutazione
Il Progetto Operativo IA non è un documento da archiviare dopo l’approvazione: deve essere monitorato. Il framework prevede le fasi di definizione, pianificazione, adozione, monitoraggio e conclusione, con strumenti di supporto e monitoraggio tramite la piattaforma Unica.
Gli indicatori minimi da tracciare durante l’anno:
- Percentuale di personale formato sull’IA (target: 100% entro giugno 2027)
- Numero di classi che hanno sperimentato almeno un caso d’uso strutturato
- Numero di strumenti IA mappati e valutati con FRIA
- Soddisfazione docenti e studenti (rilevata con questionario semestrale)
- Incidenti o criticità riscontrate (registro degli eventi)
Chi firma il documento e dove va approvato
Il Progetto Operativo IA viene redatto dal Dirigente Scolastico con il supporto del Referente Digitale/Animatore Digitale e del DSGA per la parte amministrativa. Viene approvato dal Consiglio di Istituto come allegato o appendice del PTOF, oppure come atto autonomo con delibera specifica.
La nomina del Referente IA è un atto formale del dirigente — diverso dall’Animatore Digitale, pur potendo coincidere con la stessa persona — che attribuisce responsabilità specifiche sulla governance IA dell’istituto.
La checklist di conformità: 12 punti da verificare prima di settembre 2026
Prima di presentare il Progetto Operativo IA in Consiglio di Istituto, verifica questi 12 punti:
? Audit iniziale degli strumenti IA già in uso completato
? FRIA redatta per ogni strumento IA ad alto utilizzo
? Registro dei trattamenti dati aggiornato con le voci IA
? ePolicy (AI Acceptable Use Policy) approvata in CdI
? Referente IA nominato con atto formale del dirigente
? Piano di formazione incluso nel Piano Formazione del Personale
? Fondi DM 219/2025 verificati (la scuola ha presentato domanda?)
? Casi d’uso selezionati e documentati con scheda strumento
? Cronoprogramma A.S. 2026-2027 definito
? Indicatori di monitoraggio stabiliti
? Documento approvato in Consiglio di Istituto entro settembre 2026
? Registro partecipanti formazione IA predisposto (obbligo AI Act dal 2 agosto 2026)
Una nota sulla responsabilità del dirigente scolastico
Per i Dirigenti Scolastici e DSGA, questo significa assumere il ruolo di “deployer” secondo l’AI Act, con responsabilità dirette nella scelta, valutazione e monitoraggio dei sistemi di intelligenza artificiale. Un ruolo che richiede non solo conoscenze tecniche, ma anche competenze etiche, organizzative e digitali definite dal framework europeo DigComp 2.2.
Il termine “deployer” dell’AI Act non è un tecnicismo: ha conseguenze legali concrete. Il dirigente che adotta strumenti IA senza una governance documentata non è semplicemente “meno organizzato” — è potenzialmente esposto a responsabilità in caso di violazioni della privacy degli studenti, decisioni automatizzate non supervisionare o incidenti legati a bias algoritmici nei sistemi di valutazione.
Il Progetto Operativo IA è anche, e soprattutto, uno strumento di tutela del dirigente stesso.
Fonti: DM MIM n. 166 del 9 agosto 2025 — Linee Guida per l’introduzione dell’IA nelle Istituzioni scolastiche; DM MIM n. 219 dell’11 novembre 2025 — Snodi formativi territoriali IA (PNRR); Regolamento UE 2024/1689 — AI Act europeo (applicazione progressiva, scadenza obbligo formazione 2 agosto 2026); Atto di Indirizzo MIM 2026; DigComp 2.2 — Commissione Europea; Agenda Digitale.
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