Giovedì 18 giugno 2026 – È scattata l’ora X per oltre mezzo milione di studenti italiani: la Maturità 2026 è ufficialmente iniziata con la prima prova scritta di italiano. Un appuntamento che, come ogni anno, segna il passaggio cruciale dal mondo scolastico a quello delle nuove sfide accademiche e lavorative. L’attesa per le tracce è finita e, come sempre, le scelte del Ministero dell’Istruzione hanno acceso il dibattito.
Per la Tipologia A, dedicata all’analisi del testo, i maturandi si sono trovati di fronte a due figure cardine della letteratura italiana del Novecento: Vitaliano Brancati e Cesare Pavese. Il primo, con un estratto tratto da *I piaceri*, ha riportato l’attenzione su uno spaccato di vita borghese, intriso di ironia e critica sociale. Pavese, invece, ha emozionato con la sua poesia *Passerò per piazza di Spagna*, un testo che intreccia malinconia e bellezza, in perfetto stile pavesiano.
Per le Tipologie B e C, dedicate rispettivamente al testo argomentativo e al tema d’attualità, le scelte sono state altrettanto variegate. Tra gli autori proposti spiccano Piero Bianucci con un estratto da Te lo dico con parole tue, un invito a riflettere sul linguaggio e sulla comunicazione, e Frank Furedi con I confini contano, una provocatoria analisi sui limiti – fisici e simbolici – che definiscono le nostre società. Non mancano poi riferimenti alla contemporaneità: Mario Calabresi, con il suo Alzarsi all’alba, ha offerto uno spunto sul valore della dedizione e della fatica nel mondo odierno. Infine, il discorso di insediamento di Giuseppe Saragat del 1946 ha rappresentato un’opportunità unica per riflettere sui valori fondanti della Repubblica italiana.
La scelta delle tracce sembra rispondere all’esigenza di proporre temi che spaziano dalla letteratura alla riflessione sociale, passando per questioni culturali e politiche di ampio respiro. Una varietà che punta a stimolare la capacità critica degli studenti, chiamati non solo a comprendere i testi, ma anche a interpretarli alla luce del loro vissuto.
Ma cosa raccontano queste scelte? Da un lato, emerge la volontà di mantenere viva la memoria letteraria del nostro Paese attraverso autori come Pavese e Brancati; dall’altro, si cerca di ancorare il dibattito scolastico ai temi del presente, offrendo ai giovani strumenti per orientarsi in una realtà sempre più complessa.
Non mancano però le voci critiche: c’è chi sottolinea che alcune tracce potrebbero risultare troppo distanti dalle sensibilità dei ragazzi di oggi e chi avrebbe preferito un maggiore spazio per temi legati all’innovazione o all’ambiente. Tuttavia, ciò che è certo è che ogni maturando oggi si trova davanti a una sfida non solo accademica, ma anche personale: quella di riflettere su se stesso e sul mondo attraverso le parole di grandi pensatori.
Ora non resta che attendere i prossimi giorni per scoprire come gli studenti affronteranno il resto dell’esame. Nel frattempo, il dibattito sulle tracce è appena iniziato.
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