Il declino della scuola passa dal reclutamento dei docenti fra titoli acquistabili online e lauree semplici da conquistare?
A preoccupare il mondo della scuola non solo l’età anagrafica dei nuovi assunti, quanto le modalità di accesso all’insegnamento. Il proliferare di corsi di formazione e conseguimento titoli interamente online ha facilitato il cambio di rotta per molti professionisti. Diventare docente è diventato un percorso accessibile a colpi di clic, sollevando seri dubbi sulla reale preparazione pedagogica e metodologica di chi si trova, poi, a gestire classi complesse.
Saper fare il proprio mestiere sul campo (sia esso l’ingegnere, l’avvocato o il contabile) non si traduce automaticamente nella capacità di insegnarlo a ragazzi adolescenti o a bambini. La competenza disciplinare, insomma, rischia di slegarsi da quella fondamentale competenza relazionale e didattica che si acquisisce solo con anni di studio mirato e tirocinio sul campo.
Il rischio per la qualità della didattica
In un contesto scolastico frammentato e fragile, gli studenti hanno bisogno di punti di riferimento solidi e altamente qualificati. Il rischio concreto è che la scuola si trasformi in un ammortizzatore sociale per lavoratori in uscita da altri settori, a scapito della qualità dell’offerta formativa. Le sfide dell’inclusione, della digitalizzazione consapevole e della lotta alla dispersione scolastica richiedono professionisti della pedagogia, non semplici specialisti della materia prestati alla cattedra.
L’appello al Ministero dell’Istruzione e del Merito
L’evoluzione del reclutamento impone una riflessione profonda ai vertici di Viale Trastevere. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito è chiamato a un monitoraggio stringente e a una revisione dei criteri di accesso. È indispensabile che i processi di selezione e i percorsi abilitanti garantiscano standard qualitativi elevati e non derogabili. Il futuro delle nuove generazioni e la dignità stessa della professione docente dipendono dalla capacità del sistema di sbarrare la strada alle scorciatoie, rimettendo al centro la formazione pedagogica d’eccellenza.
Leggi anche:
Notifiche senza orario: il confine sottile tra lavoro e vita privata a scuola