HomeScuolaRinnovo del contratto 2022, i sindacati smascherano il governo

Rinnovo del contratto 2022, i sindacati smascherano il governo

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Rinnovo contratto personale scolastico, ondata di fumo nera: i sindacati chiedono nuove risorse per gli incrementi di stipendio. Le ultime novità riguardo le disponibilità.

All’ Aran si è svolto un incontro per il rinnovo del contratto scuola, ma alcuna novità è emersa sul fronte risorse. Probabilmente la firma non sarà a breve e dovrà essere il nuovo Governo ad occuparsene.
I sindacati, nell’incontro avvenuto ili 7 settembre, chiedono di trovare nuove risorse per superare pressappoco i 100 euro di aumento previsti adesso. Per ottenere queste risorse l’alternativa sarebbe di riaprire l’atto di indirizzo e riacquistare circa 270 milioni di euro che il Governo ha assegnato in manovra ma che il MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze) non sarebbe disposto a concedere. Marcello Pacifico, presidente nazionale dell’Anief dice ad Orizzonte Scuola: “E’ l’unico modo per avere altre risorse. E la risposta dovrà arrivare a breve. Altrimenti di questo rinnovo contrattuale si dovrà occupare la prossima legislatura “. “Noi, come Anief, eravamo disponibili già da tempo a firmare un contratto ponte per garantire almeno subito le risorse disponibili. così la firma del nuovo contratto non potrà arrivare con questo Governo “. “La verità è che i docenti e il personale Ata sono impoveriti sempre più e servono risorse: per questo abbiamo rilanciato il contratto ponte, che chiediamo da mesi, è l’unico modo per dare immediato ossigeno ai lavoratori dell’istruzione e della ricerca. Il resto, a partire dalle modifiche della parte normativa, vanno trattate nel prossimo contratto, il Ccnl 2022/24, ancora di più perché quale senso avrebbe modificare le norme di prestazioni lavorative già svolte?”.
La Gilda-Unams respinge la bozza del contratto esposto dall’Aran ai sindacati e Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Federazione Gilda-Unams, dichiara: ”riteniamo che siano necessarie altre risorse da destinare all’aumento delle retribuzioni dei docenti, perché con un’inflazione galoppante che ormai ha raggiunto il 9%, non è possibile accettare un incremento del 4,2% per un triennio contrattuale tra l’altro già scaduto e senza aver stanziato ancora nulla per quello che sta per iniziare. Abbiamo espresso pesanti riserve soprattutto sulla parte riguardante il sistema delle sanzioni disciplinari che, così come è prospettato, risulta incompatibile con la libertà di insegnamento garantita dalla Costituzione”.

Aumento a 3 cifre – Il rinomato aumento a tre cifre non esiste, si arriverà a poco meno di 50 euro netti, in base alle ultime cifre

Per i docenti si preconizza un aumento medio di 123 euro (lordi) al mese, per 13 mensilità, di questi 21 euro provengono dal MOF per contrattazione integrativa e quindi non per tutti gli insegnanti. Per il personale ATA, invece, si parla di un aumento di 75 euro + 9,79 per ordinamento professionale + 3,91 nel MOF per contrattazione integrativa, per un totale circa di 90 euro.

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