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Taglio delle ore di strumento musicale, online la petizione

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La petizione dei genitori contro il taglio delle ore di strumento musicale

Cosa si può insegnare con il diploma di musica in pianoforte vecchio ordinamento?

 

LETTERE IN REDAZIONE – Due settimane fa ha cominciato a circolare la voce che l’assegnazione dell’organico di docenti di strumento per il prossimo anno scolastico non sarebbe stata sufficiente a coprire le tre ore di lezione individuale di strumento nel biennio del liceo musicale il che si tradurrebbe in un’ora in meno di lezione nel primo biennio, che sarebbe decurtata ovviamente dal 1° strumento. La decurtazione della terza ora sarebbe mascherata come una non meglio specificata “ora di ascolto”. Peccato che il piano di studi preveda due ore di esecuzione e interpretazione, nel famoso Allegato E nessuna parte compare il termine ascolto.

Si determinano così solo 2 ore di lezione (una per il primo strumento ed una per il secondo strumento). La prima domanda che sorgerebbe spontanea è quale sia a questo punto la differenza tra primo e secondo strumento. La seconda, certamente non in ordine di importanza, è quale sia la logica delle scelte ministeriali, che portano a ridurre, di fatto, ore di lezione di una materia caratterizzante di un indirizzo di studi già di per sé molto specifico e il cui peso didattico, trattandosi di ore di lezione individuale, è davvero significativo nella formazione dell’alunno.

Come certo saprete, questa voce, in seguito al comunicato ufficiale del MIUR in merito agli organici previsti, è stata purtroppo confermata.

Il risultato è stato che, per premunirsi da una tale catastrofica evenienza, tutti si sono precipitati ad iscriversi agli esami di ammissione ai corsi pre-accademici del Conservatorio (la scadenza per le iscrizioni era il 31 maggio, almeno a Torino).

Un nutrito gruppo di genitori e docenti tra il liceo Cavour di Torino e il liceo Lagrangia di Vercelli, tra cui la sottoscritta, ha deciso di dare battaglia.

Vi segnalo, che abbiamo attivato una pagina facebook, nonché una petizione online, avendo anche appurato che esiste già una giurisprudenza in merito, ovvero una sentenza di ottobre 2016 della terza sezione del TAR del Lazio, pubblicata solo a marzo 2017, che accoglie un ricorso affermando che una tale decurtazione viola il diritto degli studenti, perché la diminuzione non sarebbe stata comunicata per tempo, perché fornirebbe una preparazione dilettantistica assolutamente non adeguata alla prosecuzione degli studi al Conservatorio, e infine perché viola anche i diritti dei docenti ricorrenti.

Sulla pagina Facebook troverete, tra gli ultimi post, la trascrizione della risposta del Ministro Fedeli alla domanda che le abbiamo posto di persona domenica scorsa, durante un incontro pubblico con i cittadini di Settimo Torinese nel contesto di una festa del PD.

La nostra petizione on-line ha raggiunto oggi, in meno di due settimane la soglia di quasi 15000 firme, il che dà un’idea della importanza che il tema riveste per molte, e sensate, persone, tra cui moltissimi docenti.
Stiamo cercando anche di dare vita a un coordinamento nazionale per portare avanti la nostra azione e intendiamo far giungere direttamente alla Camera la nostra interrogazione.

Ora stiamo contattando un avvocato per ricorrere anche noi al TAR qui in Piemonte.
Abbiamo cercato di contattare, come genitori anche i sindacati, poiché la questione tocca direttamente anche i docenti (no alunni no scuola no lavoro per i docenti!) e continuiamo a stupirci del loro silenzio.

Siamo fermamente convinti che sia necessario combattere contro i danni che una decisione di carattere puramente economico può arrecare ad un investimento culturale e formativo serio. Si tratta infatti di un provvedimento lesivo innanzitutto del diritto allo studio e alla formazione, aggravato dal fatto che si tratta di una formazione altamente specializzante che viene consapevolmente scelta (e offerta, poiché sono corsi a ingresso selettivo) da migliaia di ragazzi guidati dalla loro passione per la musica, sacrificando più ampie possibilità.
Per una volta esiste un progetto culturale vero e ricco di potenzialità, verticale su tutti gli ordini di scuola, in un settore come la musica che fa parte del nostro Dna e in cui il nostro paese è sempre stato musa e faro nel mondo e che si sta facendo di tutto per smantellare.

Spero vogliate dare un’adeguata rilevanza al tema.

Cordiali saluti

 

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