Gli arretrati per il personale scolastico sono ormai al centro del dibattito sindacale e politico, con l’obiettivo dichiarato di chiudere la partita entro l’estate. Durante il Question Time so OS condotto da Andrea Carlino, Francesco Sciandrone della UIL Scuola ha fatto il punto sullo stato dell’iter contrattuale, fornendo dettagli sui tempi e sugli importi che docenti e personale ATA potrebbero ricevere.
Quando arriveranno gli arretrati?
Il contratto è stato già sottoscritto nella sua parte economica, ma per l’erogazione degli aumenti e degli arretrati bisogna attendere ulteriori passaggi tecnici. Tra questi, spiccano i controlli della Corte dei Conti e le verifiche di compatibilità finanziaria. Secondo Sciandrone, l’obiettivo è chiudere entro giugno, così da garantire il ricalcolo degli assegni pensionistici per chi lascerà il servizio a partire dal 1° settembre. Tuttavia, un eventuale ritardo potrebbe costringere l’INPS a effettuare ricalcoli successivi, con inevitabili disagi per i pensionandi.
Gli importi previsti per i docenti, le tabelle per punti
Per i docenti, gli arretrati lordi complessivi — considerando il 2025 e i primi sei mesi del 2026 — variano in base all’anzianità di servizio e al grado scolastico. Per esempio:
– Docenti della scuola dell’infanzia e primaria: tra 694 e 991 euro lordi;
– Scuola secondaria di primo grado: fino a oltre 1.100 euro;
– Scuola secondaria di secondo grado: fino a circa 1.168 euro.
Dal 2027, inoltre, scatteranno incrementi sulla Retribuzione professionale docenti (RPD), con importi differenziati in base alle fasce di anzianità.
Le cifre per il personale ATA, le tabelle per punti
Anche per il personale ATA sono previsti arretrati che variano in base al profilo professionale:
– Collaboratori scolastici: tra 540 e 700 euro lordi;
– Assistenti amministrativi e tecnici: fino a oltre 800 euro;
– DSGA (funzionari ad alta qualificazione): fino a oltre 1.200 euro.
Una novità riguarda gli operatori ex collaboratori tecnici delle aziende agrarie, che dal 2027 vedranno aumenti più consistenti, in linea con le nuove responsabilità legate all’assistenza agli studenti con disabilità.
Parte economica e normativa: due binari paralleli
Va sottolineato che il rinnovo contrattuale finora ha riguardato solo la parte economica. La parte normativa sarà oggetto di ulteriori negoziati tra sindacati e Ministero dell’Istruzione. Temi come la valorizzazione professionale e le condizioni di lavoro restano ancora aperti, ma è chiaro che il tempo stringe e la pressione sui tavoli negoziali cresce.
In attesa della firma definitiva, resta alta l’attenzione su un tema che tocca direttamente centinaia di migliaia di lavoratori della scuola, impegnati ogni giorno a garantire un servizio essenziale per il futuro del Paese.
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