Il precariato del personale ATA continua a rappresentare una delle principali criticità del sistema scolastico italiano. A fronte di un numero sempre più elevato di posti vacanti, le assunzioni a tempo indeterminato non risultano sufficienti a garantire la stabilizzazione degli organici, lasciando migliaia di lavoratori in una condizione di incertezza.
A lanciare l’allarme è il Comitato Evoluzione ATA, che evidenzia come negli ultimi anni il divario tra posti disponibili e immissioni in ruolo si sia progressivamente ampliato.
Crescono i posti vacanti, ma le assunzioni restano ferme
Secondo i dati diffusi dal Comitato, i posti vacanti destinati al personale ATA sono aumentati in modo significativo, passando da 27.740 nell’anno scolastico 2022/2023 a 33.603 nel 2025/2026.
Nonostante questa crescita, il numero delle assunzioni a tempo indeterminato continua a mantenersi su livelli inferiori rispetto al fabbisogno reale, con circa 10.300 immissioni in ruolo autorizzate ogni anno.
Il risultato è che una parte consistente dei posti continua a essere coperta attraverso contratti a tempo determinato, con migliaia di assistenti amministrativi, assistenti tecnici e collaboratori scolastici che, pur assicurando il regolare funzionamento delle scuole, restano in una situazione di precarietà lavorativa.
Preoccupano anche i tagli agli organici
Ad alimentare le preoccupazioni del personale contribuiscono anche le riduzioni di organico previste per il prossimo anno scolastico.
In particolare, il Comitato richiama l’attenzione sul taglio di 2.174 posti di collaboratore scolastico, misura che, secondo i rappresentanti del personale ATA, rischia di aumentare ulteriormente i carichi di lavoro nelle istituzioni scolastiche.
La riduzione degli organici potrebbe incidere soprattutto sulle attività quotidiane di vigilanza, assistenza agli alunni, pulizia degli ambienti e supporto al funzionamento amministrativo delle scuole.
La richiesta: un piano straordinario di stabilizzazioni
Per il Comitato Evoluzione ATA è necessario un cambio di rotta nelle politiche di reclutamento.
L’organizzazione chiede infatti un piano straordinario di assunzioni che consenta di coprire tutti i posti vacanti con personale stabile, riducendo il ricorso alle supplenze annuali e garantendo maggiore continuità organizzativa alle scuole.
Secondo il Comitato, investire sul personale ATA significa rafforzare l’efficienza dell’intero sistema scolastico, valorizzando figure professionali indispensabili per il funzionamento quotidiano degli istituti.
Una questione che riguarda tutta la scuola
Il dibattito sul precariato del personale ATA torna così al centro dell’attenzione in vista delle prossime operazioni di assunzione.
Le organizzazioni di categoria chiedono interventi strutturali che consentano di ridurre il numero dei contratti a termine e di adeguare gli organici alle reali esigenze delle scuole, in un contesto in cui il personale amministrativo, tecnico e ausiliario continua a svolgere un ruolo essenziale per garantire il regolare svolgimento delle attività didattiche e amministrative.