Alla cortese attenzione della Redazione di Informazione Scuola
Gentile Redazione,
desidero portare all’attenzione dei lettori una questione che sta suscitando crescente preoccupazione tra migliaia di docenti precari.
Lo squilibrio, ormai evidente, tra il contingente di assunzioni autorizzato dal MEF e dal MIM e l’effettivo numero di posti vacanti e disponibili per le immissioni in ruolo rappresenta l’ennesima dimostrazione della volontà politica di non affrontare in modo strutturale il problema del precariato scolastico. Ogni anno la scuola continua a funzionare grazie al lavoro di decine di migliaia di insegnanti precari, ma le autorizzazioni alle assunzioni restano ben al di sotto del reale fabbisogno.
A rendere ancora più discutibile questa situazione vi è l’ipotesi che il contingente ordinario delle immissioni in ruolo venga utilizzato anche per assumere i vincitori del concorso PNRR 3. Se così fosse, sorgerebbe una domanda inevitabile: i posti destinati ai vincitori del PNRR non dovrebbero essere coperti attraverso un canale autonomo, considerato che tali procedure sono state finanziate con le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, sostenuto dai fondi europei?
Se le assunzioni dei vincitori del PNRR dovessero gravare sul contingente ordinario autorizzato annualmente, sarebbe legittimo chiedersi quale sia stata la reale destinazione delle risorse europee stanziate proprio per favorire il reclutamento e il ricambio generazionale nella scuola italiana.
Il risultato, ancora una volta, sarebbe quello di comprimere ulteriormente le possibilità di stabilizzazione per migliaia di docenti che da anni garantiscono il regolare funzionamento delle istituzioni scolastiche attraverso le supplenze.
È auspicabile che il Ministero dell’Istruzione e del Merito e il Governo chiariscano quanto prima questa vicenda, fornendo dati trasparenti e spiegazioni puntuali sull’utilizzo dei fondi del PNRR e sulle reali intenzioni riguardo alla stabilizzazione del personale precario. La scuola italiana ha bisogno di certezze, non di nuove disparità tra procedure di reclutamento e lavoratori che attendono da troppo tempo un contratto a tempo indeterminato.
Cordiali saluti.
Maddalena C.
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