L’Assegno Unico e Universale (AUU) rappresenta una delle principali politiche di sostegno alle famiglie italiane, ma continua a mostrare limiti che sollevano interrogativi sulla sua efficacia. Per il mese di giugno 2026, gli importi sono stati leggermente rivalutati, con un incremento dell1,4%. Tuttavia, l’aumento medio di 1,8 euro per figlio è stato ampiamente criticato per la sua insufficienza rispetto al crescente costo della vita.
Le famiglie con redditi più bassi beneficiano di un massimo di 224 euro mensili per figlio, mentre quelle prive di ISEE o con redditi elevati ricevono appena 58 euro. Sebbene siano previste maggiorazioni per nuclei numerosi e figli sotto un anno, permangono difficoltà significative per le famiglie monogenitoriali, i lavoratori autonomi e i nuclei con figli disabili.
Un dato preoccupante riguarda i circa 620.000 minori in povertà assoluta che non accedono al beneficio, evidenziando lacune nell’inclusività del sistema. L’AUU, pur essendo una misura centrale del welfare nazionale, necessita di una revisione strutturale per garantire un sostegno più equo e mirato alle famiglie in difficoltà.
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