La sicurezza non si costruisce con proclami e misure repressive, ma con interventi strutturali e lungimiranti. È questa, in sintesi, la posizione espressa dal deputato del Movimento 5 Stelle Antonio Caso, che ha criticato duramente il recente decreto sicurezza promosso dal Governo. Secondo Caso, il disagio giovanile non può essere affrontato esclusivamente con un inasprimento delle pene o con risposte emergenziali dettate dalla cronaca. “La violenza va condannata sempre – ha dichiarato – ma una politica che interviene solo a posteriori è miope e inefficace”.
Caso ha puntato il dito contro i tagli alla scuola pubblica e la mancanza di investimenti in presìdi educativi e sociali. La sua proposta è chiara: rafforzare la prevenzione attraverso il sostegno alle famiglie fragili, l’introduzione di psicologi scolastici stabili e la creazione di opportunità per i giovani. “Il disagio va intercettato prima che esploda”, ha sottolineato.
Il rischio, avverte il deputato, è che dietro l’apparente fermezza del Governo si nasconda solo propaganda. Senza prevenzione, infatti, la spirale della violenza rischia di ripetersi, lasciando irrisolti i problemi di fondo.
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