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L’8 novembre arriva la prima svolta del governo Meloni

l'8 novembre è una data da cerchiare sul calendario, cosa deciderà il governo Meloni?

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Il governo Meloni e la sua maggioranza politica in questi giorni sono alle prese con l’assegnazione e la divisione delle poltrone, ad iniziare dai sottosegretari.

Quelli del ministero dell’Istruzione e del Merito ci riguarderanno da vicino poiché comprenderemo la linea politica che si darà il Ministro e i suoi sottosegretari.

Ma c’è una questione che sta a cuore a tutti, in particolare a chi vive di stipendi (bassi) e riguarda i bonus.

Il governo Meloni proseguirà nel solco del suo predecessore Mario Draghi o ne stravolgerà la linea?

La scelta di Giorgetti alla guida del ministero dell’Economia dovrebbe rassicurare tutti, ma così non è gli strappi in avanti di Salvini stanno già costringendo Giorgia Meloni ad un affannoso inseguimento, un esempio su tutti l’aumento della soglia del contate a 10mila euro che come è semplice immaginare non aiuterà certamente i docenti e nemmeno gli ATA. Fino ad oggi non ci è mai capitato di incontrare un collaboratore scolastico con più di 500 euro in tasca, figuriamoci con 10mila.

Con questo esempio si comprende che la misura certamente non riguarderà affatto i poveri come dicono, ma ci eravamo arrivati da soli.

Cosa accadrà l’8 novembre?

La data dell’8 novembre sarà una data da cerchiare sul calendario perché tutte le promesse fatte in campagna elettorale inizieranno a trasformarsi in legge o a sparire dal lessico dei politici (quelle irrealizzabili n.d.r.) e da certa stampa e da certe trasmissioni televisive.

Ma si passerà dal solco di Mario Draghi il tutto avrà inizio alla Camera perché si inizierà il dibattito e l’esame per la conversione del precedente decreto approvato dal Governo Draghi per sostenere imprese e famiglie contro caro-energia.

Ricordiamo che gli aiuti, non potendo intervenire sugli stipendi, si sono tradotti in bonus, prima quello di 200 euro e poi quello di 150 Euro. Aiuti carburante, aiuti per gli affitti etc.

L’8 novembre scopriremo se il Bonus 150 euro vivrà o morirà

In campagna elettorale si era più volte promesso aiuti per le famiglie che non deriverà certamente dall’aumento della soglia del contante, ma dai soldi reali che il governo Meloni stanzierà e destinerà ai redditi (più bassi? O in generale come si è sempre fatto il passato?) delle famiglie.

Anche qui lo strumento, in mancanza di una riforma seria sulla rivalutazione degli stipendi dovrà passare inevitabilmente dai bonus, non ci sono altri strumenti checché se ne dica o se ne è detto.

Ma le promesse sono state tanta e diverse, come quella in controtendenza di tagliare il reddito di cittadinanza che sa di paradosso perché ad essere colpiti sarebbero gli ultimi, ma per il ministro Salvini sono proprio questi che incentivano l’evasione fiscale.

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