HomeLettere in RedazioneLettera: Sanatoria precari? A quale prezzo?

Lettera: Sanatoria precari? A quale prezzo?

Tra i compiti fondamentali della scuola attuale vi è la promozione della formazione ai valori, il tutto favorendo i vari processi di apprendimento.

Apprendere significa acquisire nuovi atteggiamenti, derivanti dalla capacità di tramutare l’esperienza associandola a nuove conoscenze. Come si valuta la competenza? Tramite concorso per titoli ed esami, almeno fino ad ora era questa la modalità. Invece, in tutti i gruppi di scuola piombano titoloni da copertina con titolo ‘ Il maxi piano di stabilizzazione ‘ che ha come finalità principale l’assunzione senza alcuna selezione di docenti, che pochi mesi prima non hanno superato il concorso a loro riservato, che aveva come unico requisito 3 anni di supplenza nella scuola statale.

Com’è accaduto tutto ciò? Noi docenti abilitati, pas e/o tfa, nel mio caso specializzata anche, chiediamo pubblicamente un intervento per questa situazione che il nuovo governo sta creando.

Rivogliamo i soldi che abbiamo tolto alle nostre famiglie, il tempo che abbiamo dedicato alla nostra professione, rivogliamo tutti i sacrifici che abbiamo fatto in questi anni dove ci si diceva che nella scuola ci si entra tramite concorso per titoli ed esami.

Spesso, troppo spesso, si è voluto dare più importanza ad un dottorato, titolo accademico di valore maggiore che dava valore a coloro che un piede in una scuola, non lo hanno mai messo, in contrapposizione ad un docente abilitato. In barba ad ogni meritocrazia, questo governo propone la ‘maxi sanatoria ‘ perché chiamiamola con il suo vero nome, siccome di concorso e meritocrazia non ha nulla, permettendo l’assunzione diretta di chi un concorso non lo ha mai superato. I vecchi precari, che attendono ancora la stabilizzazione,e i nuovi ( coloro che hanno studiato seriamente per superare lo straordinario per il ruolo) si sentono raggirati e umiliati da una politica che di giusto non ha nulla.

A questi precari è anche impedito l’accesso alla mobilità, a differenza di altri colleghi che sostenendo lo stesso concorso hanno però avuto la ‘fortuna ‘ di essere stabilizzati temporalmente prima, risultando non soggetti al blocco e ricevendo una disparità di trattamento.

Grazie a questa politica che non vuole premiare i meritevoli, si troveranno stabilizzati docenti che non hanno dimostrato attraverso alcun percorso selettivo in ingresso o in uscita le proprie competenze, troveranno per ‘fortuna ‘ un posto statale nella scuola, in barba a tutti coloro che hanno studiato e stanno studiando per i concorsi nella scuola. Che messaggio trasmetteremo all’opinione pubblica? Semplice, nella scuola entrano tutti… ma proprio tutti. Non interessa se hanno o meno superato un concorso.

NUNZIA VOLPE

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Punteggio docenti ed ATA

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