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SBC: contro la violenza nelle scuole non servono parole ma atti concreti. Fate presto. È emergenza.

Violenza nella scuola, ormai è emergenza nazionale

Questo è il Paese delle parole, dei convegni, ma non dei fatti, delle azioni, si parla molto ma non si fa nulla. E continuando a parlare dei problemi senza far nulla, i problemi si complicano.

SBC: promuovere gli studenti significa risparmiare

La violenza nelle scuole che si sta diffondendo, ultimo episodio l’insegnante accoltellata a Varese, va combattuta con provvedimenti concreti non con parole, convegni e comunicati stampa come fanno i politici, i ministri e i sindacalisti.

Noi questo problema lo denunciamo da quando è nata SBC, abbiamo offerto anche delle soluzioni concrete ovviamente non ascoltate da nessuno, ma abbiamo assistito a un immobilismo della politica e dei sindacati, non un cenno neppure nell’ultimo contratto.

Ecco cosa proponiamo come SBC

Sulla dilagante violenza nelle scuole da parte di alunni e genitori fino a questo momento non è stato fatto nulla.
I sindacati parlano giustamente di organici, di precari, di mobilità, di retribuzioni, di contratti, ma di questo problema non ne parlano né hanno mai chiamato in piazza i docenti come chiesi anni fa, proponendo una petizione firmata da 80 mila docenti.

Io non so cosa si stia aspettando, forse si aspetta il morto

Il fenomeno certo dilaga perché i violenti, gli aggressori sanno che le loro gesta non avranno conseguenze di cui temere e percepiscono che c’è un’impunita’ diffusa nelle scuole.

Ad esempio se fossero previste ammende di 25.000 euro credo che molti genitori prima di sferrare un pugno o un calcio a un docente ci penserebbero due volte.

E come non prevedere per i docenti aggrediti con ricovero ospedaliero almeno 120 giorni di congedo e il diritto di essere trasferito con precedenza dalla scuola in cui si è stati aggrediti e come non prevedere, per gli alunni non solo la ripetenza ma l’obbligo di trasferimento in altra scuola con indicazione sul diploma finale dell’aggressione di cui è stato protagonista. ( nota di biasimo) Gli aggressori devono sapere di andare incontro a dure sanzioni e di ricevere un danno. Questo si dovrebbe prevedere per lo studente dell’istituto professionale di Varese che ha accoltellato per tre volte alla schiena la sua insegnante.

Io credo che bisogna essere severi e coerenti perché è stato il lassismo e il buonismo degli ultimi anni che ha fatto aumentare le violenze contro gli insegnanti e da qualche tempo anche contro i Dirigenti Scolastici, come dimostra il recente episodio di Taranto dove un DS è stato preso a calci e a pugni daun papà di un’alunna.

Bisogna si comprendere il fenomeno, ma nel contempo bisogna scoraggiare questi atti violenti che stanno sempre più diffondendosi nelle scuole che diventano luoghi sempre più violenti e dove lavorare ormai è ad alto rischio.

Libero Tassella SBC

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