L’INPS ha introdotto significative modifiche ai parametri contributivi per i dipendenti pubblici nel 2026, ridefinendo limiti e soglie che influenzeranno stipendi e calcoli previdenziali. Tra le novità principali, spiccano l’aggiornamento del minimale contributivo, l’innalzamento del massimale pensionistico e l’applicazione dell’aliquota aggiuntiva dell’1%.
Il minimale giornaliero di retribuzione per il pubblico impiego è stato fissato a 58,13 euro, con un corrispettivo orario di 8,07 euro per i lavoratori part-time. Parallelamente, il massimale contributivo annuale per i dipendenti assunti dopo il 1995 raggiunge i 122.295 euro, oltre i quali non saranno più dovuti contributi ordinari, pur restando valida l’aliquota aggiuntiva.
Un capitolo a parte riguarda i dirigenti sanitari di ASL e IRCCS: per queste figure apicali, il tetto contributivo speciale sale a ben 222.925 euro. Tale limite si applica anche al TFS/TFR e alla gestione credito.
Infine, novità per il congedo straordinario Legge 104, con un tetto rivalutato di 57.837 euro annui. Questi aggiornamenti richiedono attenzione da parte delle amministrazioni per garantire correttezza nei calcoli e conformità normativa.
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