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Esami di Maturità: gli strumenti compensativi per studenti con DSA sono un diritto, non un privilegio

L'Associazione Italiana Dislessia denuncia episodi di negazione dei diritti agli studenti con DSA durante gli esami di Stato.

Bologna, 18 giugno – L’esame di maturità rappresenta per molti studenti uno dei momenti più importanti e sfidanti del percorso scolastico. Ma per alcuni, come gli studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), questa prova può trasformarsi in un ostacolo insormontabile se non vengono rispettati i loro diritti. È il caso denunciato dall’Associazione Italiana Dislessia (AID), che ha ricevuto segnalazioni preoccupanti da parte di genitori e studenti.

Una madre ha raccontato la vicenda della figlia, una studentessa con diagnosi di dislessia, disortografia e discalculia, alla quale è stato negato l’uso delle mappe concettuali durante l’esame, nonostante queste fossero state regolarmente approvate e depositate in segreteria come previsto dalla normativa. Un episodio che, purtroppo, non sembra essere isolato. “In queste ore ci stanno arrivando numerose segnalazioni di situazioni simili – ha dichiarato Lucia Iacopini, presidente di AID –. Alcuni studenti si sono visti obbligati a rifare le mappe a poche ore dall’esame, altri hanno subito il rifiuto o la limitazione nell’uso degli strumenti compensativi previsti dal loro Piano Didattico Personalizzato”.

La questione è delicata e va ben oltre il singolo episodio. Gli strumenti compensativi, come le mappe concettuali o i software di lettura, non rappresentano un vantaggio competitivo per gli studenti con DSA. Al contrario, sono strumenti indispensabili per garantire pari opportunità e rispettare un diritto sancito dalla legge italiana. La normativa in materia di DSA è chiara: gli studenti con diagnosi certificata devono poter accedere a tutti i supporti necessari per affrontare serenamente il loro percorso scolastico.

L’AID ha ringraziato il Ministero dell’Istruzione e del Merito per aver accolto le segnalazioni e per essersi reso disponibile a intervenire prontamente. Tuttavia, episodi come questi sollevano interrogativi sulla formazione delle commissioni d’esame e sulla reale applicazione delle normative vigenti. “Non possiamo permettere che anche una sola studentessa o uno studente venga privato del diritto di utilizzare strumenti compensativi – ha aggiunto Iacopini –. È una questione di equità e rispetto”.

Per sensibilizzare l’opinione pubblica, l’AID ha pubblicato un video sui propri canali social che mostra come uno studente dislessico percepisce una traccia d’esame. Un modo diretto per far comprendere quanto sia fondamentale garantire l’accesso agli strumenti compensativi. “Questi ragazzi non sono pigri né privilegiati – conclude Iacopini –. Sono studenti che affrontano sfide aggiuntive ogni giorno e meritano di essere sostenuti nel loro percorso”.

In un momento cruciale come quello degli esami di maturità, è fondamentale che le istituzioni scolastiche dimostrino attenzione e rispetto nei confronti di tutti gli studenti, senza eccezioni. Perché il diritto allo studio è universale e non può essere messo in discussione.

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